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cinema

Perché Philip Seymour Hoffman mi mancherà tanto. Ma tanto
philip-seymour-hoffman Philip Seymour Hoffman se ne va da questo mondo praticamente mentre io bevo la seconda ale, in un piovoso pomeriggio gallese. Negli ultimi 10 anni è stato il mio attore preferito: mi bastava sapere che fosse in un misero angolo di cartellone per convincermi ad andare a vedere un film. Ricordo perfettamente quando l’ho notato More
Venezia 68 – resoconto
Edizione di fratellanza. Io, bro Mauro, cugino Albe e meme. Rientri: Michele Battaglia, Simona Tell e Matteo Marelli. Grandi lluvia de ideas. 28 film + Biennale arti visive in 5 giorni. Sono distrutto. Faccio un resoconto lapidario. Venezia 68: film in concorso: 8 e 1/2 "Taojie," di Ann Hui 8+ “Faust,” di Alexander Sokurov 7 More
Inception, ovvero la summa di Nolan
Contesto: ho visto Inception (2010) di Cristopher Nolan Domenica all'alba, mentre aspettavo l'aereo che mi avrebbe riportato a Roma, fantasticavo su come potesse essere Inception. Cercavo di immaginare i personaggi, le storie, il taglio della regia di Nolan. È da gennaio che seguo i blog che riportano gli spoiler sul film. E poi lo ammetto: More
Voti dell 67ma Mostra del Cinema di Venezia
Salto il resoconto del viaggio rocambolesco verso Venezia, che ho condiviso con lui e che si stava trasformando in un'agonia perché non sarei mai arrivato in tempo al Lido, se non fosse stato per lui. BTW vado dritto al sodo perché Venezia a Roma inizia oggi e tante persone mi chiedono che cosa merita di More
Infografica marketing
Riprendo un post dell'amico Davide Bennato. La campagna pubblicitaria di Inception, il prossimo film di Nolan, è stata declinata anche come infografica. Un nuovo spunto per il mio lavoro sull'electonic press kit. Trailer: Infografica:
Torino Film Festival 2009
Appena tornato a Roma e subito al lavoro. Torino resta un'esperienza che mi restituisce linfa vitale, riempiendomi ogni anno il cuore di gioia. Il TFF sono le maldive del miei neuroni, costantemente affamati di immaginario. Qualche frammento benjaminiano, nella forma dei pensieri sparsi: il primo abbraccio con Stetto, per ricordarmi quanto mi manca; la complicità More
Lo sceicco bianco
Immaginate che uno strano cortocircuito del destino vi abbia trasportato a Toronto. Immaginate di scoprire un superclan di parenti italiani che vi coccola quotidianamente. Immaginate di partecipare ad una conferenza internazionale sul Social and Experience Design (IDEA2009). Immaginate di conoscere colleghi interessanti e di stringere la mano a persone che stimate da anni. Insomma quelle More
ME & EMir
Ricordi. Cortocircuiti emotivi. Il nome "Emir Kusturica" per me vuole dire tante cose. Tre su tutte: Luglio 1995, estate tra il quarto e il quinto anno di liceo, caldo afoso, vado con curiosità a vedere Underground durante Cannes a Roma restandone folgorato. 10 settembre 1998, sono in Sala Grande alla Mostra del Cinema di Venezia More
Giancarlo Siani
Del mio periodo di lavoro a Napoli ho molti ricordi. Se ci penso bene, moltissimi di questi sono immagini, scatti fotografici. Soprattutto persone, e tanti, tanti luoghi. Luoghi immagazzinati da uno sguardo che vede una città per la prima volta. I luoghi dello stupore, della Napoli da cartolina insieme con i luoghi degli spostamenti, che More
Il passato è una terra straniera (2008)
Contesto: Ho visto Il passato è una terra straniera (2007) di Daniele Vicari Quello che non ti aspetti. E sei felice. Tra "l’odore della notte" per taglio e "Il sorpasso" per situazioni, il film è davvero interessante. Un road movie? Un film di formazione? Innanziutto Bari, un punto sulla cartina da un milione di abitanti More
Le silence de Lorna (2008)
Contesto: Ho visto Il matrimonio di Lorna (2008 – Le silence de Lorna) di Jean-Pierre e Luc Dardenne Un abbraccio. Due corpi nudi che si stringono in piedi. Che si danno forza, provando quella sensazione magica dell’essere uno soltanto… Nella vita di Lorna, immigrata albanese che ha ottenuto la cittadinanza pagando il matrimonio con un More
Entre les murs (2008)
Contesto: Ho visto Entre les murs (2008) di Laurent Cantet Un professore. I colleghi. Gli alunni. Uno spazio circoscritto: la scuola, anzi, la classe. Non c’è nulla oltre la vita "pubblica", professionale. Nessuna scena va oltre questo contesto, nessun personaggio sembra avere un "privato", una vita fuori dalla scuola. Sala professori, aula, colloquio con il More
L’intervista improvvisata in un landscape n. 2
Prendo dalla valigia una giacca sportiva. Si, è meglio. Stamattina un amico che avrebbe dovuto fare un’intervista mi ha chiesto, all’ultimo momento, di sostituirlo. Ho accettato, perché Landscape n. 2 mi aveva colpito positivamente e poi, soprattutto, perché lui è un amico. Ora sono combattuto: non ho ben capito il contesto dell’intervista. Chi ci sarà? More
Cover Boy sa di non avere Tutta la vita davanti
Contesto: Ho visto Cover Boy – l’ultima rivoluzione (2007) di Carmine Amoroso e Tutta la vita davanti (2007) di Paolo Virzì Casualmente nelle ultime due settimane il mondo del cinema italiano ha scoperto la precarietà.  Menomale.  Qualcuno sembra accorgersene. Dopo i lavori sui GGGIOVANI (che sono sempre, un po’, imbarazzanti perché scritti da chi non More
Dolls (2002)
Contesto: Ho visto Dolls (2007) di Takeshi Kitano Che ruolo ha il caso nelle nostre vite? Davvero, come sosteneva il personaggio di Teorema (1968) i segni nascono per caso? Non mi stavo chiedendo questo l’altra sera. Stavo combattendo con un’influenza intestinale che mi aveva fatto rinunciare al primo sabato soleggiato della primavera romana. Mentre il More
Eastern Promises (2008)
Contesto: Ho visto Eastern Promises (2007) di David Cronenberg Parafrasando Mario Brega il mio rapporto con il cinema di Cronenberg “po’ esse odi e po’ esse amo; oggi è stata amo”. La chiave è la sterilità come estetica narrativa: certe esistenze sono destinate a non avere una “vita”. La nascita è un evento che altera More
Taxi to the Dark Side (2007)
Contesto: Ho visto Taxi to the dark side (2006) di Alex Gibney Un giovane contadino Afgano decide di cambiare la sua vita e prende in gestione un taxi. Viene fermato come sospetto dalle forze pakistane. Muore mesi dopo nel carcere di Bagram. Si parte da questa piccola storia per capire come gli Stati Uniti abbiano More
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (2007)
Contesto: Ho visto 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (2006) di Cristian Mungiu Per un film dai toni molto duri mi piace usare delle parole altrettanto forti: capolavoro. La storia, la regia, l’ambientazione, la recitazione. Tutto si tiene. Ogni aspetto è coerente con la narrazione. Una storia privata, intima che diventa la metafora attraverso More
Le vite degli altri (2006)
Contesto: Ho visto Le vite degli altri (2006) di Florian Henckel von Donnersmarck Ancora privato versus pubblico: il primo viene infranto per un interesse fintamente pubblico. L’intromissione è il percorso per dipanare una matassa di elementi contrapposti ma tenuti insieme: bellezza e mediocrità, arte e potere, passione e squallore. Il nodo che il protagonista scioglie More
Still life (2006)
Contesto: Ho visto Still life (2006) di Zhang Ke Jia Sospensione di un mondo in demolizione. L’acqua non è la culla della vita ma solo torpore e annegamento. Fuori fuoco e sovraesposto. Doppiato malissimo. Esempio di un cinema toccante che però non tende la mano allo spettatore
Caché (2005)
Contesto: Ho visto Caché (2005) di Michael Haneke Gioco di specchi tra pubblico e privato, reale e schermo, racconto e metaracconto. La scelta del genere è un'altra illusione. L'uomo misterioso è lo spettatore.
Country of My Skull (2004)
Contesto: Ho visto Country of My Skull (2004) di John Boorman Una bella idea viene storpiata da una regia da principiante. Gli attori non sono a loro agio. Fortunatamente la sceneggiatura pesca molto dal libro ed è salva.
Atraksion (2001)
Raoul Servais è un distinto signore belga di quasi settant’anni. Un background da pittore lo ha spinto verso l’animazione e l’animazione poi l’ha dirottato verso la cinematografia. Lo incontrai alla Mostra del Cinema a Venezia nel 2001. Nell’imperdibile rassegna di corti della Mostra priettarono fuori concorso questo film. Per me fu un epiphany. Un cinema More
Orson Welles
Difficile definire questo omaccione buono del Wisconsin. Scrittura, recitazione, regia, doppiaggio, fantasia; radio, teatro, cinema, pubblicità. Persone che hanno un demone dentro dalle forme mutevoli. Ho avuto la fortuna di vedere giovanissimo i suoi film e mi sono innamorato subito del suo modo di vedere le cose; gli ho giurato amore eterno nel 1998 a More