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Gaza e la rai, cioè come veniamo disinformati in Italia

by rainwiz. Average Reading Time: about 7 minutes.

Quello che sto per raccontarvi è un misto di sconcerto e rabbia.
Tutto nasce ieri sera, quando dopo mesi guardo il TG1, l'organo istituzionale più importante d'informazione del servizio pubblico italiano.

Tg1 delle 20:00 del 18/11/2012

L'apertura del TG è sul conflitto Israele – Gaza (potete vedere una parte del TG anche sul canale youtube curato dalla redazione).
Io ho appena messo a dormire una bimba di 21 giorni e ascolto distrattamente i primi 2 minuti e mezzo.
Forse non vedere le immagini mi ha aiutato: ho ascoltato intensamente le parole della giornalista e dell'inviato. Che riporto:

Susanna Petruni

“Buonasera dal Tg1. Medio oriente in fiamme, nuovi raid sulla striscia di Gaza, morti, feriti e uccisi 5 bambini. Il premier Netanyahu si dice pronto ad estendere le operazioni, ancora razzi di Hamas contro la città di Tel Aviv e il sud di Israele. Interviene il Presidente Obama: “Sosteniamo il diritto all’autodifesa di Israele ma è necessario evitare un’escalation”. In diretta da Gerusalemme il corrispondente Claudio Pagliara

Claudio Pagliara

Nonostante intense trattative per un cessate il fuoco è escalation per ora tra Israele e Hamas. Pochi minuti fa di nuovo le sirene anti bomba sono risuonate a Tel Aviv… il più popoloso la capitale economica di Israele. I missili intercettati dal sistema antibalistico. Nello sforzo israeliano di far cessare gli attacchi, bombardati anche le case di leader islamici ma in un raid, lo vedete, colpito un edificio e sotto le macerie 11 persone, tra cui 5 civili. Si lavora come dicevo al cessate il fuoco col rischio dell’escalation. Fondamentale per Israele è che sia duraturo il cessate il fuoco come spiega in questa intervista esclusiva il presidente Shimon Perez.

CP: Presidente Perez: quali sono le condizioni di Israele per il cessate il fuoco?
SP: Israele non ha aperto il fuoco, e quindi non ha intenzione di continuare a fare fuoco. Vogliamo solo essere sicuri che i nostri figli possano continuare ad andare a scuola senza cadere in un’imboscata di razzi, che le nostre mamme possano avere una notte di sonno intera. Non vogliamo restare a Gaza o conquistare Gaza. Vogliamo solo che finiscano i lanci di razzi. Non abbiamo altro scopo.
CP: C’è timore in occidente che l’offensiva si estenda, con un alto numero di vittime civili a Gaza.
SP: Non dipende da Israele, dipende da Gaza. Se Gaza smette, noi ci fermeremo, ma se il fuoco aumenta continueremo a difenderci. Facciamo quello che qualunque altro governo farebbe: difendere le vite dei propri cittadini. È tutto. E qualunque passo si rendesse necessario il governo e l’esercito lo farebbero in modo responsabile, con estrema attenzione a non colpire civili.

Due minuti e mezzo. In uno spazio così breve io perdo totalmente la residua fiducia nel TG1.
Due minuti e mezzo di furbe imprecisioni, di aggettivi ruffiani al posto giusto per non dire o per dire solo una parte.

Vediamo perché:

00:15 – "Nuovi raid sulla striscia di gaza, morti, feriti e uccisi 5 bambini". Semplicemente, da chi? Manca forse l'informazione che questi attacchi aerei (sbrigativamente chiamati raid) sono condotti dall'esercito israeliano. Morti quanti? E feriti quanti? Non lo sappiamo, si contano solo i 5 bambini.

00:28 – Il premier Netanyahu si dice pronto a estendere le operazioni. Che significa? Significa bombardamenti, ma le chiamiamo genericamente "operazioni", mentre quelli di Hamas sono "razzi", cioè non una metafora ma una minaccia concreta. Le parole mitigano e poi acuiscono.

00:30 – Com'è riportato l'intervento di Obama? Sosteniamo il diritto all'autodifesa di Israele. Quindi Israele si difende, lo dice Obama, no? Ma quali sono state le parole del Presidente americano? Sentiamole

Obama difende il diritto di Israele di difendersi dagli attacchi senza entrare troppo nel merito. Purtroppo tale atteggiamento è connaturato nella politica estera americana degli ultimi 70 anni. Però parla di questo per 20 secondi e spende oltre 2 minuti sul processo di pace e sulla soluzione di due stati: "If we see a further escalation of the situation in Gaza, the likelihood of us getting back on any kind of peace track that leads to a two-state solution is going to be pushed off way into the future". Non c'è traccia di questo nel TG1.

00:40 – Parte Pagliara. Malissimo. Nonostante estenuanti trattative (tra chi?) è escalation tra Israele e Hamas. Come se Israele e Hamas fossero sullo stesso piano, con la stesso potenziale offensivo e militare. Questo bilanciamento delle forze in campo è mascherato in tutto il servizio.

00:49 – Le sirene antibomba sono risuonate a Tel Aviv. E a Gaza? Suonano le sirene anti bomba? Giovedì due razzi (lanciati presumibilmente da Hamas) hanno colpito Tel Aviv. Era dal 1991 (guerra del Golfo) che la città non veniva colpita. In questi ultimi 20 anni quante bombe sono cadute su Gaza?

00:52 – Tel Aviv, la capitale economica di Israele. È qui che Pagliara getta la maschera e la sua appartenenza diventa davvero ridicola. Tel Aviv per il diritto internazionale è la capitale d'Israele. Nel 1951 e poi nel 1980 lo Stato d'Israele ha proclamato Gerusalemme come sua capitale, ma tale decisione è stata censurata dall'ONU (varie risoluzioni, in particolare 252/1968, 478/1980 e assemblea generale A/RES/37/123 del 1982). Lo Stato israeliano ha spostato il Parlamento e i ministeri a Gerusalemme, tranne il ministero della Difesa ma tutte le ambasciate internazionali sono a Tel Aviv. Pagliara che è un corrispondente a Gerusalemme dovrebbe saperlo e dovrebbe chiamare Tel Aviv la capitale di Israele, non la capitale economica. Questa sua confusione (voluta) è la prova lampante del suo punto di vista totalmente schiacciato sulle posizioni israeliane.

01:04 – Questo è il punto più basso del giornalismo italiano. "Nello sforzo israeliano di far cessare gli attacchi" ecco un altra parafrasi vergognosa per non dire la parola "bombardamenti". Quindi la frase sarebbe: "Durante i bombardamenti israeliani su Gaza sono colpite" anche le case di leader islamici. Ma l'islam è una religione. Che significa bombardate le case di leader islamici? Case di Imam, Ulema o che? Pagliara si aggiunge alla schiera dei giornalisti un tanto al chilo che indicano i militanti di movimenti radicali violenti basati sul fondamentalismo religioso (volgarmente detti terroristi) come "islamici" finendo col conferire a questo aggettivo una sfumatura negativa che è evidentemente estranea al termine "musulmano". Pagliara dovrebbe saperlo, ma per dire che le bombe israeliane sono state gettate sulle case dei terroristi servono prove e bisogna dimostrare che quei terroristi erano effettivamente in quelle case, coi familiari. Invece dire leader islamici non significa nulla. In una visione religiosa dove la preghiera è rivolta direttamente a Dio senza intermediari, la figura del sacerdote è più evanescente e anche un fedele comune, che si comporta con rettitudine, è una guida, cioè un Imam. Quindi dire "leader islamici" può significare anche gente comune.

01:12 – Ecco. Qui mi vergogno del TG1. "Colpito un edificio, sotto le macerie 11 persone, 5 civili". Sono 11 civili, di cui 5 bambini. Ma come si fa a dire 11 morti di cui 5 civili? Che scuola di giornalismo si frequenta per dire bugie a milioni di italiani in prime time? Ecco la notizia riportata da Guardian, Reuters, Washington Post. Ecco il resoconto dallo Shifa Hospital di Gaza (11 morti civili di cui 4 bambini). Le immagini sono molto dure.

01:21 – Fondamentale per Israele è che sia duraturo il cessate il fuoco. Perché ai palestinesi di Gaza non interessa, vero? A loro piace ricevere bombe in testa.

E via. Bugie, omissioni, numeri a caso e si lancia un'intervista esclusiva che Perez concede a chi è servo. Nell'intervista la solita Israele agnellino provocata dai cattivi, il Paese che vive nella paura e che, povero, si difende. Nessuna domanda sulla resistenza non violenta palestinese, sull'inasprimento della repressione in Cisgiordania, sull'embargo economico nel quale Gaza è costretta a vivere e sul processo di riconoscimento della Palestina come Stato non membro che vedrà l'Assemblea Generale dell'Onu votare il 29 novembre.

Nulla. Uno spot senza domande e quasi sorrido quando sento che Israele vuole la fine dei bombardamenti, come se Piombo Fuso fosse un war movie e non un attacco unilaterale con 1400 morti.

Ecco, io mi vergogno. Ma la vergogna non basta e credo ci sia bisogno di raccontare le voci di chi non ha accesso a questi mass media inquinati dal potere. Per questo domani alle 16.30 sarò ospite di RadioArticolo 1.
 

  • Dennis

    Roba da matti, Davvero. Mi ha lasciato senza parole. Bisognerebbe fare qualcosa e noi italiani dobbiamo fare DAVVERO qualcosa, senza rimanere attaccati alle nostre poltroncine a lamentarci.

  • Bravissimo, ottima analisi. Sono tanti anni che il cosidetto “giornalismo” si prende la libertà di distorcere in maniera grossolana, sarà anche ora di iniziare a farglielo notare.

    Non c’è da vergognarsi, basta fare le pulci alle notizie e dirlo a più gente possibile.. Grazie per averlo fatto, c’è bisogno di questo, specialmente perché non tutti quelli che guardano il tg hanno i mezzi per farlo da soli (leggendosi le notizie altrove, in un’altra lingua).

    Poi, tra parentesi, mi sarebbe piaciuto sentire ricordare l’episodio da cui è scaturita questa nuova violenza. Perché non c’è una escalation “a prescindere” dai fatti che la innescano.. questo mi piacerebbe che i giornalisti imparassero a fare, a dire il perché delle cose e non solo la cronaca. Speriamo nelle nuove leve? E altrimenti pazienza, si estinguerà una categoria..

  • Ottimo giornalismo, il tuo. Condivido in pieno il pensiero.

  • annamaria sansone

    questa mattina su rai news ho sentito lo stesso giornalista affermare che la situazione “è speculare”, che cosa intendeva dire? ma stiamo come si dice a napoli “dando i numeri”?

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  • elleci

    Va bene indignarsi quando c’e’ da indignarsi, ma qui l’ unica inesattezza mi sembra quella di “le case dei leader islamici”, giustamente una castronata. Per il resto mi sembra che puoi evitare i travasi di bile, dato che il reportage e’ sensato e moderato. Questo e’ un corrispondente da Tel Aviv, e non da Gaza, quindi e’ normale che parli di Tel Aviv. Ma ormai non si puo’ dire NIENTE su quello che succede in Israele (800 missili indiscriminatamente mirati alla popolazione civile, in una settimana – uno ha colpito in pieno un liceo, per fortuna evacuato altrimenti sai che strage) senza doversi subito scusare e parlare dei Palestinesi. E cheppppalle!

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  • Moreno Cavalli

    Tutto sbagliato……..
    Israele non bombarda civili, mentre i palestinesi lanciano razzi, o missili pieni di esplosivo su citta Israeliane, su quartieri abitati, su squole ecc. e lo fanno gia giornalmente da e 12 anni.
    Vorrei vedere cosa succedesse se per esempio l’Albania spedirebbe centinaia di missili al giorno su roma, bari, napoli ecc.?????????
    Israele ha fatto tutto per avere la pace, uscita da Sinai, d Gaza, ma i “poveri palestinesi” ci hanno fatto una polveriera,
    Inoltre le foto dei 5 bambini morti diffusi dalla BBC erano bimbi Siriani con foto rubate dal conflitto interno Siriano….. I palestinesi sono bravi a dire le bugie, piangere, e creare disinformazione, e voi siete tanto tonti da cascarci…..
    Prima di scrivere certi articoli, informatevi bene, L’ignoranza è sempre stata la piu grave malattia del informazione, oltre agli interessi e alla corruzione.
    Lo stato Israeliano ed il popolo sono stanchi, e vorebbero accanto uno stato Palestinese pacifico, ma finora ne Arafat, ne abu mazen ne Hammas ecc. hanno voglia di riconoscere lo stato Israeliano ancora nessuno di questi ha accettato lo stato Israeliano…… e non hanno fatto nemmeno un passo verso la pace, eccetto molta propaganda e Blah blah…
    E chi ci rimette sono anche i poveri cittadini di Gaza che vengono tenuti ostaggi e scudi umani da Hamass .. I grandi militantipremiati dal ONU e anche dal Italia…..
    Buon Giorno

  • rainwiz

    Le foto che io ho linkato vengono dallo Shifa hospital le ha fatte Rosa Schiano.
    http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/11/una-famiglia-sterminata-operation.html

    Mi creda, prima di dire frottole e dare dell’ignorante, s’informi meglio lei.
    Siamo d’accordo solo su una cosa: che ci ci rimette sono i poveri cittadini di Gaza.