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Atraksion (2001)

by rainwiz. Average Reading Time: less than a minute.

Raoul Servais è un distinto signore belga di quasi settant’anni. Un background da pittore lo ha spinto verso l’animazione e l’animazione poi l’ha dirottato verso la cinematografia.

Lo incontrai alla Mostra del Cinema a Venezia nel 2001. Nell’imperdibile rassegna di corti della Mostra priettarono fuori concorso questo film. Per me fu un epiphany. Un cinema che vede oltre, un cinema fatto di situazioni, dove la comunicazione è affidata a sguardi, gesti e suoni.

All’uscita me lo indicò Christian: “Lo vedi quello seduto sulle scale, lì, da solo? E’ Servais”.
Era seduto, in mezzo a tante persone, sulle scale del Casinò. Niente conferenze stampa, niente calca ma solo un signore anzianotto seduto come tanti sulle scale del casinò a guardare il folle andirivieni della kermesse. Ci andai a parlare. Era a metà tra il contento e lo scocciato. Gli feci i miei complimenti e mi chiese cosa mi era piaciuto. Non avevo ancora organizzato il mio pensiero. Mi era piaciuto e basta. Per cui rimasi qualche secondo zitto e poi dissi: le metafore. Sorrise. Oggi, chissà poi perché, ripensavo a quella scena.

Eccovi il film:

La recensione di Christian su cinemavvenire.it

  • Alberto

    Lo vedemmo insieme, al PalaBnl.

    Ricordo lo stupore ed il rimanere senza fiato di fronte alla costruzione di un mondo, terribile ma estremamente sub.reale. Non nascondo che questo concept mi rimase in mente, fino al momento in cui dovetti pensare allo scenario di velleità.

    Un ricordo doppiamente piacevole perchè quel corto venne proiettato in testa al terribile film con Lo Cascio: L’amore imperfetto, al quale non resistetti, cedendo alle lusinghe appisolatorie dei pur tremendi scranni del PalaBnl.

  • Alberto

    Sorry, Lo Verso, non Lo Cascio.