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Le silence de Lorna (2008)

by rainwiz. Average Reading Time: about a minute.

Contesto: Ho visto Il matrimonio di Lorna (2008 – Le silence de Lorna) di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Un abbraccio. Due corpi nudi che si stringono in piedi. Che si danno forza, provando quella sensazione magica dell’essere uno soltanto… Nella vita di Lorna, immigrata albanese che ha ottenuto la cittadinanza pagando il matrimonio con un tossicodipendente belga, è il segnale che mostra la sua fragilità. Il titolo italiano sposta l’attenzione dal giudizio morale (il "silenzio" di Lorna con Claudy) al paradosso della finzione dei sentimenti (il matrimonio).

La cifra stilistica dei Dardenne è riconoscibile anche se lievemente attenuata, meno . I campi su una Liegi plumbea e addormentata, lo "spazio" vuoto in cui si muovono gli attori, i tagli di scena apparentemente nonsense, tutto porta a rifiutare il convenzionale "raccontare" mirando a far "vivere" la storia allo spettatore. Vediamo la camminata nervosa di Lorna, le sue pause dal lavoro, al centro del "pedinamento" del personaggio ci sono gli aspetti secondari della sua vita, non la sua vita "pubblica" ma quella nascosta. Lorna è quasi sempre sola. Quando quell’abbraccio sembra sbloccare la drammaticità della sua vita, i Dardenne piazzano il capolavoro di regia e montaggio del film, giocando abilmente con le aspettative dello spettatore.

La protagonista Arta Dobroshi è una giovane attrice di Sarajevo. Segni particolari: bravissima. I bene informati dicono che i Dardenne l’abbiano scelta solo dopo averla filmata per un’intera giornata, in situazioni che si potevano accostare a quelle delle scene del film.

A Cannes 2008 i Dardenne vengono premiati con la migliore sceneggiatura, anche se per qualcuno sono i vincitori morali dell’edizione. Distribuito in Italia da Lucky Red in 40 copie. 40 copie. Ecco un’altra immagine decadente del nostro Paese, che  conferma il suo provincialismo cinematografico fatto di Albekiare, Uomini che amano e altre operazioni a dir poco… stucchevoli.

  • lei meravigliosa, la fine geniale. a parte l’idea di fondo, mi ha un po’ deluso, ti dico la verità..