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	<title>rainwiz :. &#187; infodemiology</title>
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	<description>A storm of fluid thoughts</description>
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		<title>Infodemiology &amp; infoveillance</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[anthropology]]></category>
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		<description><![CDATA[Una e-mail di Laura Downey mi invita a riflettere su due neologismi molto interessanti. Infodemiology (infodemiologia) &#232; lo studio di come una serie di informazioni si propaga velocemente in un pubblico molto vasto attraverso i &#34;media elettronici&#34; (o &#34;nuovi media&#34;, definizioni davvero inadatte a cogliere la specificit&#224; dell&#8217;integrazione che stiamo vivendo tra Web e altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una e-mail di Laura Downey mi invita a riflettere su due neologismi molto interessanti.</p>
<p><strong>Infodemiology</strong> (<strong>infodemiologia</strong>) &egrave; lo studio di come una serie di informazioni si propaga velocemente in un pubblico molto vasto attraverso i &quot;media elettronici&quot; (o &quot;nuovi media&quot;, definizioni davvero inadatte a cogliere la specificit&agrave; dell&#8217;integrazione che stiamo vivendo tra Web e altri device) con particolare attenzione ai temi di sanit&agrave; e salute pubblica.<br />
Abbiamo a disposizione molte tecniche e vari strumenti per studiare le infodemie, come:</p>
<ul>
<li>l&#8217;analisi statistica delle query di ricerca nei principali motori (quante volte nel tempo viene cercata questa keyword/keyphrase?) e il conteggio dei risultati nelle SERP;</li>
<li>l&#8217;analisi del contenuto delle news sugli aggregatori o nei feed RSS;</li>
<li>l&#8217;analisi delle occorrenze nei messaggi di status dei social network o dei sistemi di microblogging.</li>
</ul>
<p>A mio modo di vedere &egrave; riduttivo confinare un termine cos&igrave; evocativo solo nell&#8217;ambito dell&#8217;heath marketing. Mi piace pensare alla parola <strong>infodemia</strong> come a un fenomeno che si verifica costantemente su temi molto vari, un&#8217;arma molto affilata nelle mani dell&#8217;advertising o del marketing politico. Infatti la possibilit&agrave; di monitorare puntualmente (con le tecniche pi&ugrave; difformi) l&#8217;esito di una campagna di comunicazione sul Web ha creato una frattura tra un prima e un dopo: le tecniche di ricerca a campione hanno lasciato il passo alle analisi statistiche di universi estesi (come ad es. la blogosfera che si occupa di un particolare argomento o prodotto). &Egrave; un cambiamento che investe profondamente il mercato della comunicazione, spostando capitali dai media broadcast al Web, come testimoniano i dati <a href="http://iab.blogosfere.it/2009/09/nielsen-media-research-gli-investimenti-pubblicitari-nel-periodo-gennaioluglio-2009.html">Nielsen</a> o <a href="http://www.iab.net/insights_research/1357">IAB</a>.</p>
<p>Ma c&#8217;&egrave; di pi&ugrave;:&nbsp;il trattamento statistico dei flussi informativi (informazioni su come altre informazioni si propagano) &egrave; uno strumento di potere perch&eacute; &egrave; una base di partenza per capire la conoscenza della propria l&#8217;audience in materia ed eventualmente controllarla, orientandola verso questa o quella informazione. Definibile come <strong>infoveillance (infoveglianza?)</strong> questa attivit&agrave; apre per l&#8217;ennesima volta (come se ce ne fosse ulteriormente bisogno)&nbsp;il tema della sorveglianza nella direzione di Bentham/Focault, cio&egrave; sul potere derivante dal superamento del limite tra spazio pubblico e spazio privato, grandi categorie del passato che sembrano oggi implodere in un continuum sempre pi&ugrave; sfumato e inafferrabile.</p>
<p>Insomma, tutte cose gi&agrave; dette, corredate da questi due neologismi che per&ograve; sono una risorsa utile, in quanto hanno la forza di riassumere la conoscenza in una parola, sistematizzandola.<br />
Per approfondire questi temi vi rimando ad un <a href="http://www.jmir.org/2009/1/e11">paper</a> di Gunther Eysenbach, davvero ben scritto.</p>
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