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	<description>A storm of fluid thoughts</description>
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		<title>Incontri: Kermit Ruffins fa dimenticare Katrina</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[fluidismo]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[Kermit Ruffins]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vite sono percorsi che si dipanano tra matasse di relazioni. E questo posto, rivisto di giorno, ha un aspetto totalmente diverso. Ma andiamo con ordine. La mia prima serata a New Orleans comincia da questa busy intersection. Dauphine e Lesseps. Non &#232; un posto a caso. Siamo al limite orientale di Bywater, lontano dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vite sono percorsi che si dipanano tra matasse di relazioni.<br />
	E questo posto, rivisto di giorno, ha un aspetto totalmente diverso.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/vaughans-lounge-new-orleans100020202222.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-15671" height="366" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/vaughans-lounge-new-orleans100020202222.jpg" title="vaughan's lounge new orleans" width="550" /></a></p>
<p>La mia prima serata a New Orleans comincia da questa <a href="http://books.google.it/books?id=L5wOAAAAQAAJ&amp;pg=PA17&amp;lpg=PA17&amp;dq=busy+intersection+rosaldo&amp;source=bl&amp;ots=3JX49A5_Hc&amp;sig=AdNULLPHOC5UJQx9fAwGoaZ0Muk&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=b6qCT-LOAdHPsga6gbnWBA&amp;ved=0CC4Q6AEwAQ#v=onepage&amp;q=busy%20intersection%20rosaldo&amp;f=false" target="_blank">busy intersection</a>.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-23-03-12-05-49-04.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-large wp-image-16741" height="410" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-23-03-12-05-49-04-1024x764.jpg" title="Lesseps - Dauphine" width="550" /></a></p>
<p>Dauphine e Lesseps. Non &egrave; un posto a caso.</p>
<p>Siamo al limite orientale di <strong>Bywater</strong>, lontano dal circo turistico del French Quarter. Nel 2005 quest&#39;area &egrave; stata completamente sommersa da Katrina e sta progressivamente riemergendo grazie anche all&#39;apporto di tanti volontari chiamati <strong><a href="http://www.nolayurp.com/" target="_blank">YURP</a></strong>, acronimo di Youth Urban Rebuilding Professional, cio&egrave; la versione socialmente impegnata dei cugini maggiori anni &#39;80.</p>
<p>All&#39;incrocio tra Dauphine e Lesseps c&#39;&egrave; il <a href="http://www.yelp.com/biz/vaughans-lounge-new-orleans" target="_blank"><i>Vaughan&#39;s</i></a> e vi assicuro che non &egrave; un bar come gli altri.<br />
	Innanzitutto &egrave; un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dive_bar" target="_blank">Dive bar</a>, cio&egrave; un baretto de quartiere frequentato da quelli che bazzicano la zona dove non si beve solo ma si mangia anche (e questo ci piace, decisamente). In secondo luogo &egrave; di propriet&agrave; di Kermit Ruffins, e questo lo approfondiremo. Eppoi, nel suo essere autenticamente decadente, &egrave; bellissimo.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/PHO-10Jun17-232412.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-15670" height="332" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/PHO-10Jun17-232412.jpg" title="Night in Vaughan" width="550" /></a></p>
<p>Dopo Katrina circa 1.200.000 persone dell&#39;area di Nola sono stati coinvolti in ordini di evacuazione obbligatoria o volontaria. Molti di loro erano dei musicisti che, spostandosi in altre grandi citt&agrave;, avevano ricominciato a suonare e guadagnare bene nei locali della west o della east coast. Cos&igrave; New Orleans dopo l&#39;uragano oltre ai danni materiali si &egrave; trovata privata della sua risorsa principale: la musica.</p>
<p>Le persone molto intelligenti del <a href="http://www.habitat-nola.org/" target="_blank">NOAHH</a> hanno capito subito che se New Orleans avesse perso per sempre la sua anima, i musicisti, il danno sarebbe stato incalcolabile ed irreparabile. Bisognava convincere queste persone a tornare. Ed quando fantasia, intelligenza e intraprendenza si mettono insieme al lavoro riescono a produrre progetti come questo.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-22-03-12-20-10-20.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-large wp-image-16776" height="410" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-22-03-12-20-10-20-1024x764.jpg" title="NOLA Musicians' Village" width="550" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.nolamusiciansvillage.org/about/" target="_blank">Nola Musician&#39; Village</a> &egrave; un progetto di ricostruzione urbana pensato per far ritrovare una comunit&agrave; e preservare una cultura. Non &egrave; un ghetto, ma un&#39;area di 5 blocks a nord di Saint Claude dove i musicisti possono avere una casa (sono 72 in tutto) e dei servizi a loro disposizione: sale prove, sale incisioni, due scuole di musica dove insegnare e lo straordinario <a href="http://ellismarsaliscenter.org/" target="_blank">Ellis Marsalis Center for Music</a>, uno spazio dove far selezione dei giovani talenti musicali della citt&agrave;.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-22-03-12-20-10-27.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-large wp-image-16779" height="410" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-22-03-12-20-10-27-1024x764.jpg" title="Photo 22-03-12 20 10 27" width="550" /></a></p>
<p>Parlando coi ragazzi del NOAHH si capisce subito che loro hanno le idee chiare: &quot;Non dobbiamo dare una casa o dei pasti alle persone, ma una vita, la voglia di investire su di loro e sul futuro, il desiderio di veder crescere i loro figli a New Orleans perch&eacute; &egrave; una citt&agrave; unica&quot;.</p>
<p>Ma torniamo a <strong>Kermit Ruffins</strong>.<br />
	Immaginate uno dei migliori trombettisti in circolazione (premio 2003 di New Orleans) che nel 2006 va a vivere lontano dalla zona dov&#39;&egrave; nato e cresciuto. Partecipa al documentario <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Orleans_Music_in_Exile" target="_blank">New Orleans Music in Exile</a> dove racconta la sua voglia incredibile di tornare. E, infatti, torna e compra un bar. Lo rimette a posto alla buona e lo trasforma in un bar popolare con la promessa che ogni gioved&igrave; sera avrebbe animato di persona le serate.</p>
<p>Ed eccomi in questo luogo sacro, mentre a fronte di una spesa di 10$ mangio carne BBQ con red beans e bevo una birra nell&#39;attesa che Kermit alle 23.00 inizi il suo show. Musica d&#39;attesa scelta da chi? Ma da lui, che gira per il locale con un iPad in wifi con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VJslwiGlVRI" target="_blank">DJMixer</a> e alterna black a D&amp;B ridendo e salutando tutti gli avventori. Verso le dieci e mezza arrivano 4 o 5 persone con gli strumenti e iniziano a fare il setting del piccolo palco. Alle undici meno un minuto Kermit Ruffins stacca l&#39;iPad e tira fuori una tromba in do. Strano, penso, per fare jazz magari &egrave; pi&ugrave; indicata una tromba in Si bemolle. Non si vede praticamente nulla. Io filmo un frammento del primo pezzo.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/KJcRmlom9i0" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Kermit &egrave; l&#39;uomo delle sorprese o io sono fesso: &egrave; nel suo locale, tutti gi&agrave; lo conoscono, suona ogni settimana, mica si pu&ograve; mettere a fare gli standard o il tradition o il Dixie? Non avrebbe senso. E infatti lui e la sua band vanno come treni, con un comune terreno fusion inframezzato da cose tipo:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/xnR1BrGgRVM" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/KBgMGuEf87Y" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad un certo punto avverto il motivo di un pezzo di Snoop Dog, o forse sto avendo le visioni sonore.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-23-03-12-05-41-42.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-large wp-image-16787" height="737" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/04/Photo-23-03-12-05-41-42-e1333967284734-764x1024.jpg" title="Kermit Ruffins" width="550" /></a></p>
<p>Se ne volete ancora:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/brknUMAG3qU" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kermit_Ruffins" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Kermit_Ruffins</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>456 di Mattia Torre</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 17:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
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		<category><![CDATA[4 5 6]]></category>
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		<category><![CDATA[Mattia Torre]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora Mattia Torre. Come se non bastassero Boris, Migliore, Piovono Mucche. &#160; No, quando sei cos&#236; bravo, in effetti non bastano. E allora mosso dai soliti amici ben informati (grazie Carlotta) vado il 3 marzo dello scorso anno al Piccolo Eliseo a vedere questo 456, una perla assoluta. Si alza il sipario e vedi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora <strong>Mattia Torre</strong>.</p>
<p>	Come se non bastassero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boris_%28serie_televisiva%29" target="_blank">Boris</a>, <a href="http://www.teatrobibliotecaquarticciolo.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=417" target="_blank">Migliore</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piovono_mucche" target="_blank">Piovono Mucche</a>.</p>
<p>&nbsp;<img alt="Locandina di 4 5 6" class="alignnone size-full wp-image-4360" height="155" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2011/04/456-Locandina.jpg" title="456-Locandina" width="274" /></p>
<p>No, quando sei cos&igrave; bravo, in effetti non bastano.</p>
<p>	E allora mosso dai soliti amici ben informati (grazie Carlotta) vado il 3 marzo dello scorso anno al Piccolo Eliseo a vedere questo <strong>456</strong>, una perla assoluta.</p>
<p>Si alza il sipario e vedi una cucina, di quelle grandi che mia nonna chiamava <strong>tinello</strong>. Non ditemi che non avete mai vissuto in un tinello! Quella stanza dove si sistemano le cose quando si rientra a casa, si cucina, si studia, si mangia&#8230; beh, si mangia solo quando non si hanno ospiti, altrimenti c&#39;&egrave; la sala da pranzo, cio&egrave; la famiglia che si mette il vestito buono, prende il servizio dalla credenza e gli toglie la polvere, caccia fuori la tovaglia delle occasioni.</p>
<p>Ma la sala da pranzo &egrave; la finzione, il palcoscenico della famiglia, invece il tinello &egrave; la vita di tutti i giorni, il teatro della vita agra.<br />
	Una pentola sul fuoco dove ribolle il sugo perpetuo, l&igrave; dalla notte dei tempi, mai spento sempre &quot;rabboccato&quot;, un tavolaccio grande dove si fa tutto, un salame appeso e un piccolo inginocchiatoio che affaccia sulla quarta parete.</p>
<p>Poi arrivano loro.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2011/04/456.png"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-4363" height="333" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2011/04/456.png" title="456" width="500" /></a></p>
<p>Padre, madre e figlio. Brutti, sporchi e cattivi.</p>
<p>Lacerati da una condizione esistenziale che non gli offre spiragli di emancipazione. Tutti dediti alla sussistenza, convinti come sono che abbassare la testa verso l&#39;alto e scalciare verso il basso sia <strong>la</strong> strategia vincente per la conservazione del loro gramo status.<br />
	Ma il figlio non ci sta. Ci prova. Qualche rivolo di speranza verso una vita migliore lo ha raggiunto. Ma non &egrave; un cuor di leone e i suoi tentativi di uscire dalla cappa creata dal sugo di nonna sono poco convinti.</p>
<p>Immaginatevi &quot;un certo sud&quot; come se fosse uno stato mentale, una condizione esistenziale.<br />
	Ecco. Un tinello qualunque, una vita a sperare che l&#39;amico dell&#39;amico ti sistemi, una vita a fare sughi e calcoli sul prossimo e non su te stesso.<br />
	Il tutto fruito attraverso una lingua inventata, che saccheggia le forme dialettali che conosciamo per renderle caricature di un modo di pensare, una sorta di <span class="st"><em>Sapir</em>&ndash;<em>Whorf</em></span> al contrario.</p>
<p>Ah. 4, 5, 6 si definirebbe una <strong>commedia</strong>. E si ride di gusto.<br />
	Ma davanti a tutto quello che Mattia Torre ci racconta, le risate passano in secondo piano, scolorano nel dettaglio.</p>
<p>Ancora Mattia Torre? Beh, Menomale!</p>
<p>P.S. Ripesco questo post (dimenticato in draft dal 4 marzo 2011) perch&eacute; ieri sera ho visto</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/cX8BHTtRpHQ" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>P.S.2. Un grazie sincero a Pietro Sermonti e <span class="st">Ninni Bruschetta che hanno prodotto lo spettacolo teatrale.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>DecoroUrbano e l&#8217;italian techtivism</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2012/02/07/decorourbano-e-litalian-techtivism/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
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		<category><![CDATA[DecoroUrbano]]></category>
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		<category><![CDATA[Maiora Labs]]></category>
		<category><![CDATA[techtivism]]></category>
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		<description><![CDATA[Conoscete il progetto DecoroUrbano? Se &#232; vero che cambiamento e partecipazione sono pi&#249; che correlati, DecoroUrbano si propone come un everyware (piattaforma web e app per mobile) che, sulla scia di fixmystreet, vuole ridurre la distanza tra la cittadinanza tecnoattiva e la pubblica amministrazione. L&#39;idea &#232; partire da una tema evidente, utile e semplice: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscete il progetto <a href="http://www.decorourbano.org/" target="_blank">DecoroUrbano</a>?</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/TWAVATAR.png"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-6816" height="500" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/TWAVATAR.png" style="background-color:#FFF" title="TWAVATAR" width="500" /></a></p>
<p>Se &egrave; vero che <strong>cambiamento</strong> e <b>partecipazione</b> sono pi&ugrave; che correlati, DecoroUrbano si propone come un everyware (piattaforma web e app per mobile) che, sulla scia di <a href="http://www.rainwiz.com/2010/01/02/fix-my-street-and-the-techno-activism/">fixmystreet</a>, vuole ridurre la distanza tra la cittadinanza tecnoattiva e la pubblica amministrazione.</p>
<p>L&#39;idea &egrave; partire da una tema evidente, utile e semplice: la <strong>cura della citt&agrave;</strong>.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/WeDU-una-utility-app-per-il-Decoro-Urbano-INTERVISTA-4.jpg"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-6824" height="400" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/WeDU-una-utility-app-per-il-Decoro-Urbano-INTERVISTA-4.jpg" title="WeDU-una-utility-app-per-il-Decoro-Urbano-INTERVISTA-4" width="490" /></a></p>
<p>Rifiuti abbandonati, vandalismo/incuria, buche, zone verdi trascurate, segnaletica carente o affissioni abusive: se hai uno smartphone (iOs o Android) puoi scattare una foto e segnalare rapidamente dove e perch&eacute; l&#39;amministrazione comunale deve intervenire. <b>DecoroUrbano</b> si propone quindi come un&#39;unica banca dati che mostra segnalazioni da tutta l&#39;Italia. Decisamente molto ma molto meglio dell&#39;approccio singola app per ciascun comune, come in maniera miope ha fatto&#8230; indovinate <a href="http://itunes.apple.com/us/app/roma-decoro/id432511634?mt=8" target="_blank">chi</a>?</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-07-a-12.30.33.png"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-6833" height="364" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-07-a-12.30.33.png" title="Roma Decoro" width="500" /></a></p>
<p>
	Strumenti come <b>DecoroUrbano </b>sono un&#39;opportunit&agrave; per chi gestisce un&#39;Amministrazione in maniera intelligente: <strong>istant touchpoints</strong> che creano e mantengono un dialogo con una rete di cittadini che partecipa alla polis. La partecipazione delle persone &egrave; una risorsa decisiva per invertire la rotta verso trasparenza ed efficienza. Troppo spesso il cittadini/cliente &egrave; relegato negli stanzini del vecchio &quot;ufficio lamentele&quot; o del moderno (?) URP (certo che un nome pi&ugrave; brutto non si poteva trovare, eh?).</p>
<p>Mi chiedo: quando i progetti di eGov chiederenno la consulenza di <a href="http://mashable.com/2009/01/09/user-experience-design/">user experience designer</a> per studiare caratteristiche/scenari dei cittadini, identificare i touchpoints e sviluppare servizi/esperienze di cittadinanza? La strada dall&#39;<strong>eGov</strong> a <strong>WeGov</strong> &egrave; ancora lunga, ma WE DU &egrave; una delle tappe felici di questo percorso.</p>
<p><em>Colophon<br />
	</em></p>
<p>Il progetto <a href="http://itunes.apple.com/us/app/wedu!-decoro-urbano/id441229423?mt=8" target="_blank">WE DU</a> &egrave; sviluppato da <a href="http://www.maioralabs.it/noi/" target="_blank">MaioraLabs</a> con la collaborazione di <a href="http://www.wikitalia.it/">Wikitalia</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frames as stories: Diane Arbus</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[photography]]></category>
		<category><![CDATA[Diane Arbus]]></category>
		<category><![CDATA[Paris]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi state chiedendo chi sia Diane Arbus, siete capitati nel post sbagliato. Place de la Concorde, da un lato Monet e dall&#39;altro lei, Diane Arbus. Gi&#224; piazza Luigi XV, salotto tra le Tulieries e i campi elisi, diventa il posto dello spettacolo della morte, del carnevale fatto da carne e lame, fatale a Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se vi state chiedendo chi sia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Diane_Arbus" target="_blank">Diane Arbus</a>, siete capitati nel post sbagliato.</p>
<p>	Place de la Concorde, da un lato <a href="http://www.musee-orangerie.fr/" target="_blank">Monet</a> e dall&#39;altro lei, <a href="http://www.jeudepaume.org/index.php?page=article&amp;idArt=1470&amp;lieu=1" target="_blank">Diane Arbus</a>.<br />
	Gi&agrave; piazza Luigi XV, salotto tra le Tulieries e i campi elisi, diventa il posto dello spettacolo della morte, del carnevale fatto da carne e lame, fatale a Luigi XVI e Maria Antonietta.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/diane-arbus-09.jpg"><img alt="Albino Sword Swallower at a Carnival" class="aligncenter size-full wp-image-6719" height="383" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/diane-arbus-09.jpg" title="Albino Sword Swallower at a Carnival, 1970" width="383" /></a></p>
<p>Famosa per il suo selciato insanguinato dalle migliaia di teste mozzate (1.300 esecuzioni solo nell&#39;agosto 1794), diventa la &quot;piazza della rivoluzione&quot;, del cittadino che &egrave; ammesso al cospetto del contratto sociale, quello Stato che esercita il diritto legittimo alla violenza (mio caro Weber&#8230;).</p>
<p>	<a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.10.49.png"><img alt="Boy With a Straw Hat Waiting to March in a Pro-War Parade (1967)" class="aligncenter size-full wp-image-6729" height="495" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.10.49.png" title="Boy With a Straw Hat Waiting to March in a Pro-War Parade (1967)" width="478" /></a></p>
<p>Quella violenza che diventa esercizio di stile retorico di menti intente a giustificare o legittimare, dire e contraddire in base a delle morali a priori. Quella violenza che ha una bandiera chiara, istanze dal basso e si trasforma in Terrore.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.00.41.png"><img alt="Patriot" class="aligncenter size-full wp-image-6723" height="481" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.00.41.png" title="Patriot (1967)" width="479" /></a></p>
<p>Il terrore. La violenza come antidoto alla paura. Quel sentimento che, accuratamente coltivato, diventa un arma di controllo di massa, un toccasana elettorale. Bisogna inventare mostri per&ograve;, presenze che diventano minacce.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.02.07.png"><img alt="A young man in curlers at home on West" class="aligncenter size-full wp-image-6727" height="481" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.02.07.png" title="A young man in curlers at home on West (1966)" width="481" /></a></p>
<p>Ed ecco che la macchina della discriminazione si mette in moto con onde d&#39;urto concentriche: stranieri (meridionali, poi albanesi, poi extracomunitari, poi cinesi), orientamento sessuale, stili di vita ecc.<br />
	Tutto fa gioco nella caccia al diverso. Il novecento non sembra ancora terminato.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.17.png"><img alt="Dominatrix embracing her client, NY" class="aligncenter size-full wp-image-6718" height="479" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.17.png" title="Dominatrix embracing her client, NY (1970)" width="479" /></a></p>
<p>Un novecento che ci ha visto cambiare molto senza essercene quasi accorti. Fissati com&#39;eravamo ad un concetto di identit&agrave; immobile e non fluida.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-14.59.01.png"><img alt="Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967)" class="aligncenter size-full wp-image-6720" height="492" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-14.59.01.png" title="Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967)" width="484" /></a></p>
<p>E cos&igrave;, mentre la nostre vite seguivano invano i pattern di divertimento individuati dall&#39;industria dell&#39;intrattenimento, ci siamo coperti gli occhi per non vedere</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Lcum1L92WhbwknfoX2uXZKGGo1_400.jpg"><img alt="Masked Man at a ball N.Y.C." class="aligncenter size-full wp-image-6737" height="409" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Lcum1L92WhbwknfoX2uXZKGGo1_400.jpg" title="Masked Man at a ball N.Y.C. (1971)" width="400" /></a></p>
<p>che il diverso era dentro casa. Anzi, c&#39;era sempre stato con gli occhi pieni dello sguardo tra genitori e figli.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.02.00.png"><img alt="Jewish Giant at Home with His Parents in the Bronx" class="aligncenter size-full wp-image-6726" height="479" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.02.00.png" title="Jewish Giant at Home with His Parents in the Bronx (1970)" width="482" /></a></p>
<p>Ammettiamolo. Non tutti l&#39;hanno compreso appieno. Avvolti nelle loro collane di perle, acquistate per essere orwellianamente pi&ugrave; uguali degli altri, alcuni che l&#39;hanno capito ci sono anche rimasti male.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/0034.+Diane+Arbus+A+woman+with+a+pearl+necklace+and+earrings+New+York+1967.jpg"><img alt="A woman with a pearl necklace and earrings, New York " class="aligncenter size-full wp-image-6739" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/0034.+Diane+Arbus+A+woman+with+a+pearl+necklace+and+earrings+New+York+1967.jpg" title="A woman with a pearl necklace and earrings, New York (1967)" width="550" /></a></p>
<p>E ora? Leninisticamente, che fare?<br />
	Qualcuno, dopo tanto arrampicarsi, si &egrave; depresso perch&eacute; ha capito che intorno aveva solo pianura (#Moravia via @travaglio)</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.25.png"><img alt="King and Queen of a Senior Citizens Dance N.Y.C." class="aligncenter size-full wp-image-6721" height="480" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.25.png" title="King and Queen of a Senior Citizens Dance N.Y.C. (1970)" width="481" /></a></p>
<p>Questa gerontocrazia depressoide che ha mantenuto la reggenza blaterando banalit&agrave; e soffiando sulle paure &egrave; disarmata.<br />
	&Egrave; finito il tempo delle scusanti. La linea che separa quello che siamo da quello che non siamo &egrave; molto sfumata.<br />
	Io &egrave; un altro.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.37.png"><img alt="Untitled (Asylum Inmates)" class="aligncenter size-full wp-image-6722" height="479" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.37.png" title="Untitled (Asylum Inmates, 1970-71)" width="478" /></a></p>
<p>Una rivoluzione senza terrore. Certo non un pranzo di gala, ma nemmeno un&#39;altra Piazzale Loreto.<br />
	Vorrei ripensare alla mala gestione del nostro Paese, ai soprusi quotidiani, alla criminalit&agrave; mista a burocrazia e ridere di tutto questo quando sar&agrave; passato.<br />
	Ridere di tutto questo come fosse qualcosa di irreale, una boutade, una dimostrazione per assurdo.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/untitled_011.png"><img alt="Untitled" class="aligncenter size-full wp-image-6725" height="564" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/untitled_011.png" title="Untitled (Asylum Inmates, 1970-71)" width="550" /></a></p>
<p>Ed essere severi, riconoscendo i disastri gi&agrave; commessi verso il futuro.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.52.png"><img alt="Child with a toy hand grenade in Central Park, N.Y.C." class="aligncenter size-full wp-image-6724" height="482" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-06-a-15.01.52.png" title="Child with a toy hand grenade in Central Park, N.Y.C. (1962)" width="481" /></a></p>
<p>Nei miei pensieri Place della Concorde e Diane Arbus si sono incontrati: ho visto queste storie intrecciarsi e rifrangersi in frammenti di altre storie.<br />
	Ogni scatto della Arbus mi ha sussurrato all&#39;orecchio un segreto<span class="body"> &#39;cause &quot;A photograph is a secret about a secret. The more it tells you the less you know&quot;.<br />
	</span><span class="body">Passando per 7 sale di pareti bianche</span><span class="body"> e foto distanziate ho raccolto questi sussurri e fatto una storia mia.<br />
	</span></p>
<p><span class="body">Nelle ultime due sale c&#39;&egrave; anche lei, Diane.<br />
	Uno spazio intimo, con le mura colorate, dove puoi leggere le sue lettere, ammirare i negativi e capire quanto lavoro ci sia dietro ad un singolo scatto:</span></p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/diane-arbus-01.jpg"><img alt="Child with a toy hand grenade (series)" class="aligncenter size-full wp-image-6717" height="450" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/diane-arbus-01.jpg" title="Child with a toy hand grenade (series)" width="356" /></a></p>
<p><span class="body">Sembra di sentire la sua voce quando diceva: &quot;I never have taken a picture I&#39;ve intended. They&#39;re always better or worse&quot;</span></p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Diane.jpg"><img alt="My favorite thing is to go where I've never been" class="aligncenter size-full wp-image-6728" height="325" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2012/02/Diane.jpg" title="&quot;My favorite thing is to go where I've never been&quot;" width="488" /></a></p>
<p>P.S. Un enorme grazie a <a href="http://www.flickr.com/photos/rosa_paolicelli/" target="_blank">Grandepiccio</a>.</p>
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		<title>Ethnotelling</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[anthropology]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Rosati]]></category>
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		<description><![CDATA[It&#39;s happened. After italian IA Summit &#38; EuroIA, my article Ethnotelling for User-generated Experiences is in the last issue of Journal of Information Architecture. I&#39;m very proud of it. I&#39;m also embarassed of it: Peter Morville, Andrea Resmini, Luca Rosati and&#8230; me in the same issue! Peter is&#8230; ok, he doesn&#39;t need any introduction. He&#39;s [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>It&#39;s happened.<br />
	After <a href="http://www.iasummit.it/2011/ethnotelling-for-user-generated-experiences/" target="_blank">italian IA Summit</a> &amp; <a href="http://www.euroia.org/Programme.aspx" target="_blank">EuroIA</a>, my article <a href="http://journalofia.org/volume3/issue2/04-boiano/" target="_blank">Ethnotelling for User-generated Experiences </a> is in the <a href="http://journalofia.org/issue/" target="_blank">last issue</a> of <a href="http://journalofia.org/">Journal of Information Architecture</a>.</p>
<p>I&#39;m very proud of it. I&#39;m also embarassed of it: <a href="http://semanticstudios.com/" target="_blank">Peter Morville</a>, <a href="http://andrearesmini.com/" target="_blank">Andrea Resmini</a>, <a href="http://lucarosati.it/" target="_blank">Luca Rosati</a> and&#8230; me in the same issue!</p>
<p>	Peter is&#8230; ok, he doesn&#39;t need any introduction. He&#39;s simply a pioneer and still one of the most influential person in the IA community.<br />
	Andrea is my mentor. I started 6 years ago reading <a href="http://andrearesmini.com/blog/implementing-facets-in-drupal" target="_blank">this post</a> from his blog.<br />
	Luca is the italian ambassador of the community, a bright writer and a great friend.</p>
<p>My reflections across anthropology, ethnography and information architecture are in such great company:<span class="st"> just imagine how much I&#39;m blushing right now!</span></p>
<p>	What&#39;s the emoticon for Munch&#39;s face?<br />
	:@ ?</p>
<p>Now. Ok Raffaele. Take a deep breath.</p>
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