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		<title>Scrivere una stroncatura</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere recensioni &#232; molto difficile. Probabilmente perch&#233; valutare il lavoro degli altri &#232; molto difficile.
	Io di recensioni ne scrivo 4/5 al mese. Pochissime. Raramente le pubblico su questo blog, perch&#233; &#232; una scrittura che davvero mi fa male, sento che non mi appartiene.
	La recensione &#232; una relazione. Spesso chi scrive sugli altri si pone ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere recensioni &egrave; molto difficile. Probabilmente perch&eacute; valutare il lavoro degli altri &egrave; molto difficile.</p>
<p>	Io di recensioni ne scrivo 4/5 al mese. Pochissime. Raramente le pubblico su questo blog, perch&eacute; &egrave; una scrittura che davvero mi fa male, sento che non mi appartiene.</p>
<p>	La recensione &egrave; una relazione. Spesso chi scrive sugli altri si pone ad un livello superiore, da giudice, sbilanciando questa relazione verso asimmetrie molto rischiose. Di fronte a queste difficolt&agrave; molti critici si limitano a raccontare le sinossi delle opere indicando qua e l&agrave; le cose buone, in una sorta di cerchiobottismo rassicurante. Ne parlavo ad aprile con il prof <a href="http://www.uniroma3.it/persona.php?persona=Z07jEEIqnN344YxsLvsHHS/1ixXqPUhBN3JsUGGKo9E=&amp;cf={cf}" target="_blank">Leonelli</a>, docente di storia della critica (letteraria): il formato breve della recensione sul web pu&ograve; svecchiare gli stilemi della critica tradizionale o si limiter&agrave; a raccontare il plot con qualche incisa?</p>
<p>	A tal proposito scopro ieri la <a href="http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/dettaglio/promettilo/324177/387707" target="_blank">recensione</a> di Paolo D&#39;Agostini su <a href="http://www.imdb.com/title/tt0479519/" target="_blank"><i>Promettilo</i></a>, un film del 2007 di Emir Kusturica da poco distribuito in Italia. Il recensore scrive un pezzo durissimo, senza risparmiare alcun colpo: una stroncatura roboante. Mettendo da parte la mia ammirazione per Kusturica, leggo e rileggo la recensione e sento che &egrave; scritta bene. Ma davvero bene. Ritmo, aggettivazione, allargamento del campo. Paolo D&#39;Agostini &egrave; diretto, tranchant, a volte perfido, ma mai banale: chiama in causa Loach, Fellini, Godard e Almodovar inventando nuove relazioni. Come se per distruggere davvero sia necessario saper creare.<br />
	La riporto integralmente:</p>
<p>	&#8212;-</p>
<p>	Inni nostalgici e tettone, Trabant di latta e bevute, ballate tzigane e caciara balcanica. Baci e abbracci, unti e alcolici. E&#39; il repertorio quasi fisso, fino allo stereotipo, che ha reso famoso Emir Kusturica. Tutti si menano e si sparano ma nessuno si fa mai male, come nei cartoni animati. In giro &egrave; pieno di corrotti, gangster, ladri e puttanieri ma nessuno &egrave; cattivo, &egrave; tutta brava gente. L&#39;artista non &egrave; tenuto a fare politica ma il nostro regista, nato jugoslavo, poi bosniaco e poi serbo, alterna e mischia a suo piacimento. La malizia della Storia, l&#39;innocenza della fiaba. Kusturica &egrave; un caso di assoluta sopravvalutazione. La giovanile freschezza dirompente delle prime opere lo ha lanciato nell&#39;agone internazionale e gli ha subito guadagnato i riconoscimenti pi&ugrave; preziosi e prestigiosi. Poi per&ograve;, una volta entrato nel pantheon &#8211; soprattutto quello francese: vincere il Festival di Cannes &egrave; come entrare in una famiglia che mai pi&ugrave; smentir&agrave; le proprie scelte e mai ritirer&agrave; la propria protezione, &egrave; come vedersi aggiudicato un vitalizio &#8211; non &egrave; pi&ugrave; uscito. Ha occupato (i francesi sono ghiotti dell&#39;aggiudicarsi certi battesimi, certe &quot;scoperte&quot;) la sua casella nell&#39;universo cinematografico postcomunista: a Loach la favola operaia che fa sentire migliori e di sinistra, a lui la poetica della melanconia ubriacona perch&eacute; sul versante est vogliono soltanto dimenticare. Continuando ad alimentare l&#39;apprezzamento degli estimatori con i prediletti cascami felliniani. Tra i tanti sondaggi inutili che ci assediano uno in pi&ugrave; si potrebbe fare: chi &egrave; il grande della storia del cinema che (involontariamente) ha fatto pi&ugrave; danni, che ha seminato pi&ugrave; guai sulla sua scia? Facile scommettere che il primo posto andrebbe conteso tra il nostro Federico e Godard. Tutto appare giustificato dall&#39;ammirazione per il Riminese. Anche l&#39;uomo volante, sparato da un cannone di circo (no, il circo no!), che qui attraversa tutto il film. E allora? Cos&#39;&egrave;, che c&#39;entra, a che serve, che significa? Niente. Del tutto gratuito. Ma certo molto, molto &quot;poetico&quot;. A proposito di sopravvalutazione, del granchio preso su Kusturica, facciamo un paragone. Tra i nomi che a partire dagli anni Ottanta spiccano sul proscenio dell&#39;innovazione mondiale del cinema, sono stati spesso affiancati ed equiparati quelli di Kusturica e di Almodovar. Ora, non &egrave; necessario sbavare per lo spagnolo e militare nella lobby dei suoi seguaci per vedere, a distanza di tempo, che dei due &egrave; di gran lunga il pi&ugrave; resistente. Comunque per quel che vale e il poco che c&#39;&egrave; da dire (sar&agrave; un caso che dal 2007 il film in questione, &quot;Promettilo!&quot;, era rimasto in panchina?): in un bucolico ritiro fuori dal mondo vivono un nonno, un nipote e una maestra. Lo stravagante nonno ritiene che i suoi giorni siano contati e dunque spedisce il nipotino in citt&agrave; con tre compiti. Vendere la mucca, comprare un&#39;icona, trovare moglie per s&eacute;. Il successivo documentario su Maradona (documentario? Il regista parlava di s&eacute;) non &egrave; stato di maggior soddisfazione. Speriamo nel prossimo &quot;Pancho Villa&quot; con Johnny Depp.</p>
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		<title>Parole dallo spazio-tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi &#232; un giorno come gli altri in questa ex Repubblica chiamata Italia.
	Lo scandalo gigantesco del giorno, il finto stupore, la rissa chiassosa, chi la butta scientificamente in caciara e un&#39;opposizione per un terzo silente, per un terzo collusa e per un terzo disarmata.
	Non mi voglio tirare fuori. &#200; un alibi dire che sono troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi &egrave; un giorno come gli altri in questa ex Repubblica chiamata Italia.<br />
	Lo scandalo gigantesco del giorno, il finto stupore, la rissa chiassosa, chi la butta scientificamente in caciara e un&#39;opposizione per un terzo silente, per un terzo collusa e per un terzo disarmata.</p>
<p>	Non mi voglio tirare fuori. &Egrave; un alibi dire che sono troppo preso dalle cose di ogni giorno: guadagnare onestamente la pagnotta impegnandomi a garantire una vita migliore alle persone che dipendono dal mio lavoro e, nel frattempo, coccolare le passioni che mi fanno sentire vivo.<br />
	Il mio disimpegno &egrave; una prova di colpevolezza.<br />
	Forse &egrave; questa cattiva coscienza che mi spinge a riportare il testo che segue.</p>
<p>	&#8212;&#8211;</p>
<p>&quot;Il capo del Governo si macchi&ograve; ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorit&agrave; di governo. Perch&eacute; il popolo toller&ograve; e addirittura applaud&igrave; questi crimini? Una parte per insensibilit&agrave; morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attivit&agrave; criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.</p>
<p>	Cos&igrave; un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, &egrave; un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt&#39;al pi&ugrave; il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po&#39; ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia &egrave; diventato il capo del governo. Ed &egrave; difficile trovare un pi&ugrave; completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.&quot;</p>
<p>
	Elsa Morante, (scritti datati 1945 a proposito di Mussolini)<br />
	&#8212;</p>
<p>	Nonostante questo frammento stia girando molto sul Web non sono riuscito a trovare conferme della fonte. Scrivetemi se avete notizie in merito!</p>
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		<title>Suspension of disbelief</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[social networking]]></category>
		<category><![CDATA[user experience]]></category>
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		<category><![CDATA[lafra]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso provo la sensazione di essere letteralmente disarmato di fronte alle nuove feature delle web application che uso quotidianamente, come se la mia capacit&#224; di provare stupore fosse stata sommersa da questo incessante innovarsi dei servizi web che ogni giorno rinegoziano i confini della mia vita sul Web.
	Ok, io sono uno che si emoziona facilmente.
	Eppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso provo la sensazione di essere letteralmente disarmato di fronte alle nuove feature delle web application che uso quotidianamente, come se la mia capacit&agrave; di provare stupore fosse stata sommersa da questo incessante innovarsi dei servizi web che ogni giorno rinegoziano i confini della mia vita sul Web.</p>
<p>	Ok, io sono uno che si emoziona facilmente.</p>
<p>	Eppure sempre pi&ugrave; spesso questo meravigliarsi senza sosta non mi aiuta a concettualizzare quello che vedo e che uso. Ho l&#39;impressione di rincorrere novit&agrave; su novit&agrave; senza capire in quale direzione questa corsa mi stia portando. Perci&ograve; segnalo un ottimo post di <a href="http://www.lafra.it" target="_blank">Francesca Casadei</a> (aka laFra), che ci prende per mano e ci accompagna in un sentiero molto scivoloso: &quot;<a href="http://www.lafra.it/2010/01/07/what-who-where-e-when-qual-e-il-futuro-dei-servizi-online/" target="_blank">Qual &egrave; il futuro dei servizi on line?</a>&quot;. Partendo dalle 5W del giornalismo classico laFra crea un modello di classificazione dei servizi on line. Attraversando le intersezioni di What, Where &amp; Who ci parla dei nuovi servizi di giganti come Google (<a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/10/introducing-google-social-search-i.html" target="_blank">Social search</a>), Facebook, Tom Tom e altri segnalando che le manca ancora qualcosa&#8230;<br />
	<a href="http://www.youtube.com/watch?v=aYf5iSA6t6g&amp;feature=sub"><br />
	</a></p>
<p><a href="http://www.lafra.it/2010/01/07/what-who-where-e-when-qual-e-il-futuro-dei-servizi-online/"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-535" height="380" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/01/4252918613_9dea1db304.jpg" title="WHAT WHO WHERE: laFra model of on line services" width="500" /></a><br />
	<em>(courtesy of laFra)</em></p>
<p>P.S. Faccio questo rePost con molto ritardo perch&eacute; questo doping della meraviglia mi fa spesso dimenticare di segnalare le cose interessanti che leggo. Oggi ho incontrato @lafra al #kublai e me ne sono ricordato!</p>
<p>P.S.2. Sempre a proposito di meraviglia: chi si occupa di sem trover&agrave; utile <a href="http://www.yabigo.com/">yabigo</a>, un progetto di search engine aggregation.<br />
	<a href="http://www.yabigo.com/"><br />
	</a></p>
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		<title>Fallen princess</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
	(Snowy &#8211; Courtesy of Dina Goldstein &#169;)
Ho incontrato per caso il lavoro di Dina Goldstein, una fotografa di Vancouver.
Il progetto fallen princess mi ha colpito al cuore (per usare un lessico ameliano).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-523" height="340" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/01/snowwhite.jpg" title="snowwhite" width="500" /><br />
	<em>(Snowy &#8211; Courtesy of Dina Goldstein &copy;)</em></p>
<p>Ho incontrato per caso il lavoro di <a href="http://www.dinagoldstein.com/" target="_blank">Dina Goldstein</a>, una fotografa di Vancouver.</p>
<p>Il progetto <a href="http://www.fallenprincesses.com/" target="_blank">fallen princess</a> mi ha colpito al cuore (per usare un lessico ameliano).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corriere della sera e hacker</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 18:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[hacknthropology]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che va di moda scrivere lettere aperte, pubblico questa e-mail ho scritto alla redazione romana de &#34;il corriere della sera&#34;.

&#8212;-
Gentile redazione de &#34;il Corriere della Sera &#8211; Roma&#34;,
ho letto sul Web il vostro articolo non firmato:
	http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_1/totti_hacker_attaccano_sito-1602089691442.shtml
	Sono affranto.
	In Italia l&#39;informazione confonde ancora hacker e pirati? Che imbarazzo!
Per non parlare di questa frase &#34;Le difese automatiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che va di moda scrivere lettere aperte, pubblico questa e-mail ho scritto alla redazione romana de &quot;il corriere della sera&quot;.</p>
<p><img alt="Corriere della sera" class="alignnone size-full wp-image-495" height="53" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2009/12/corriere.gif" title="Corriere della sera" width="500" /></p>
<p>&#8212;-</p>
<p>Gentile redazione de &quot;il Corriere della Sera &#8211; Roma&quot;,</p>
<p>ho letto sul Web il vostro articolo non firmato:<br />
	<a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_1/totti_hacker_attaccano_sito-1602089691442.shtml" target="_blank">http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_1/totti_hacker_attaccano_sito-1602089691442.shtml</a></p>
<p>	Sono affranto.</p>
<p>	In Italia l&#39;informazione confonde ancora <strong>hacker</strong> e <strong>pirati</strong>? Che imbarazzo!</p>
<p>Per non parlare di questa frase &quot;Le difese automatiche si sono attivate efficacemente ed il sito &egrave; stato temporaneamente escluso dalla rete: grazie alle tempestive misure di protezione non &egrave; stato perso alcun dato e la struttura &egrave; stata completamente preservata&quot;. Ma che fate, trascrivete integralmente i comunicati stampa tendenziosi diramati dai press agent o non avete mai sentito parlare di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Denial-of-service_attack"><em>denial of service</em></a>?</p>
<p>	Se il quotidiano pi&ugrave; letto in Italia fa informazione cos&igrave; c&#39;&egrave; da preoccuparsi.<br />
	Chiss&agrave; se su altre materie &egrave; lo stesso ma non me ne accorgo perch&eacute; non ho la stessa competenza specifica&#8230;<br />
	Ha senso che io come lettore vi dia la mia attenzione quando raccontate cose che non esistono? Forse solo se vi pu&ograve; servire a fare un&#39;informazione migliore.<br />
	Per cui mi aspetto che nella stessa posizione di rilievo (sidebar in homepage) appaia presto un articolo esile per spiegare ai lettori cosa sia un attacco DoS e cosa voglia dire essere &quot;hacker&quot;, raccontando di cosa si occupano realmente queste persone. Mia auguro davvero che accada presto, per continuare a credere nella bont&agrave; del vostro lavoro.</p>
<p>	Mi dispiace per i toni, ma uno come me che ha studiato a fondo le comunit&agrave; hacker e lavora nel Web da 10 anni si sente offeso da tutta questa superficialit&agrave;.</p>
<p>	Raffaele Boiano</p>
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