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	<title>Comments for rainwiz :.</title>
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	<description>A storm of fluid thoughts</description>
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		<title>Comment on Scrivere una stroncatura by Paolo Bassotti</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/03/02/scrivere-una-stroncatura/comment-page-1/#comment-4903</link>
		<dc:creator>Paolo Bassotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:47:11 +0000</pubDate>
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		<description>Caro signor Rainwiz, 
scopro solo ora il tuo blog. Mi riprometto di venire a recuperare gli arretrati. Nel frattempo entro nel merito di questo articolo. C&#039;&#232; stato un periodo, circa sei anni fa, nel quale Uncut era una rivista straordinaria per la qualit&#224; della scrittura (e per forza, con nomi come Simon Reynolds, Ian MacDonald, Chris Roberts e Greil Marcus). Ogni mese pubblicava anche una rubrica intitolata Sacred Cow, nel quale un anonimo The Reaper (forse interpretato a turno dalle migliori penne del magazine) stroncava senza piet&#224; dei mostri sacri di cinema e musica. Ecco dunque articoli, scritti spettacolarmente bene, nel quale s&#039;affossavano i Clash, Toro Scatenato, Morrissey, Oliver Stone, Quarto Potere...
Con un po&#039; di fantasia, tutto pu&#242; essere demolito. Basta trovare i punti deboli, o inventarli appoggiandosi a qualche paralogismo (con un po&#039; di logica aristotelica, gran parte delle argomentazioni crollano a terra frantumate). Quando ci si mettono malafede e astio il compito diventa pure pi&#249; semplice. Per questo evito di scrivere stroncature. Sono maledettamente facili, e rischiano in genere di rivelarsi inutili. Questo &#232; un raro esempio di quel che succede quando mi faccio perdere dalla collera: http://www.sentireascoltare.com/recensione/605/Lexie-Mountain-Boys-Sacred-Vacation-The-Lexie-Moun.html
Alla prossima,
Pao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro signor Rainwiz,<br />
scopro solo ora il tuo blog. Mi riprometto di venire a recuperare gli arretrati. Nel frattempo entro nel merito di questo articolo. C&#39;&egrave; stato un periodo, circa sei anni fa, nel quale Uncut era una rivista straordinaria per la qualit&agrave; della scrittura (e per forza, con nomi come Simon Reynolds, Ian MacDonald, Chris Roberts e Greil Marcus). Ogni mese pubblicava anche una rubrica intitolata Sacred Cow, nel quale un anonimo The Reaper (forse interpretato a turno dalle migliori penne del magazine) stroncava senza piet&agrave; dei mostri sacri di cinema e musica. Ecco dunque articoli, scritti spettacolarmente bene, nel quale s&#39;affossavano i Clash, Toro Scatenato, Morrissey, Oliver Stone, Quarto Potere&#8230;<br />
Con un po&#39; di fantasia, tutto pu&ograve; essere demolito. Basta trovare i punti deboli, o inventarli appoggiandosi a qualche paralogismo (con un po&#39; di logica aristotelica, gran parte delle argomentazioni crollano a terra frantumate). Quando ci si mettono malafede e astio il compito diventa pure pi&ugrave; semplice. Per questo evito di scrivere stroncature. Sono maledettamente facili, e rischiano in genere di rivelarsi inutili. Questo &egrave; un raro esempio di quel che succede quando mi faccio perdere dalla collera: <a href="http://www.sentireascoltare.com/recensione/605/Lexie-Mountain-Boys-Sacred-Vacation-The-Lexie-Moun.html" rel="nofollow">http://www.sentireascoltare.com/recensione/605/Lexie-Mountain-Boys-Sacred-Vacation-The-Lexie-Moun.html</a><br />
Alla prossima,<br />
Pao.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Scrivere una stroncatura by stetto</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/03/02/scrivere-una-stroncatura/comment-page-1/#comment-4901</link>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:31:52 +0000</pubDate>
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		<description>Chiss&#224; cosa direbbe della Polveriera di Goran Paskaljevic, o soprattutto il Tempo dei Miracoli. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiss&agrave; cosa direbbe della Polveriera di Goran Paskaljevic, o soprattutto il Tempo dei Miracoli.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Propoli by Stefano Stravato</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2007/06/22/propoli/comment-page-1/#comment-4900</link>
		<dc:creator>Stefano Stravato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 23:22:30 +0000</pubDate>
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		<description>Questa pagina me l&#039;ero persa....
	E&#039; da indicizzare bene! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pagina me l&#39;ero persa&#8230;.<br />
	E&#39; da indicizzare bene! <img src='http://www.rainwiz.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Parole dallo spazio-tempo by rainwiz</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/02/11/parole-dallo-spazio-tempo/comment-page-1/#comment-4780</link>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 09:18:22 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Grazie della segnalazione!&lt;br /&gt;
	Una conferma del buon lavoro di Sossella, un editore che gi&#224; mi aveva favorevolmente sorpreso con la riedizione de &quot;La ricotta&quot; di Pasolini.&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della segnalazione!<br />
	Una conferma del buon lavoro di Sossella, un editore che gi&agrave; mi aveva favorevolmente sorpreso con la riedizione de &quot;La ricotta&quot; di Pasolini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Parole dallo spazio-tempo by giovanna</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/02/11/parole-dallo-spazio-tempo/comment-page-1/#comment-4779</link>
		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:44:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rainwiz.com/?p=548#comment-4779</guid>
		<description>anche io odio quando non ci sono le fonti (non si sa mai se e&#039; vero o no), quindi l&#039;ho cercta e ho trovato questo:
Pagine di diario (1945) di Elsa Morante (si ringrazia Luca Sossella)

	Nel 1998 usc&#236; da Donzelli un libro di Alfonso Berardinelli per molti versi straordinario, si intitola &quot;Autoritratto italiano. Un dossier letterario 1945-1998&quot;. Il primo testo, dopo un&#039;introduzione di Berardinelli, &#232; di Elsa Morante, eccone la parte conclusiva.
[...] Perch&#233; il popolo toller&#242; o favor&#236; e applaud&#236; questi delitti? Una parte per vilt&#224;, una parte per insensibilit&#224; morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu cos&#236; esigua che non mette conto di parlarne. Finch&#233; Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel migliore dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
	Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano &#232; cosiffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo &quot;tornaconto.
	Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed &#232; un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al pi&#249; il leader di un partito con un modesto seguito e l&#039;autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po&#039; ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
	In Italia, fu il Duce. Perch&#233; &#232; difficile trovare un migliore e pi&#249; completo esempio di Italiano.
	Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso. Vanitoso. Bonario. Sensualit&#224; facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondit&#224;, se fa della beneficenza &#232; per questo motivo, oltre che per vanit&#224; e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma &#232; snob, e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l&#039;amante pi&#249; valido, cos&#236; Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma &#232; soltanto sfruttata da lui che la abbandoner&#224; quando non potr&#224; pi&#249; servirsene, cos&#236; Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le d&#236;sprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanit&#224;. Superficiale. D&#224; pi&#249; valore alla mimica dei sentimenti, anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si conf&#224; la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia, non gli importa nulla, ma si pu&#242; commuovere a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie, sarebbe stato forse un Mecenate, per vanit&#224;; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poich&#233; costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com&#039;&#232; nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ci&#242; &#232; in buona fede, almeno in parte; giacch&#233;, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s&#039;immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
&#160;
&lt;a href=&quot;http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13180&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13180&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche io odio quando non ci sono le fonti (non si sa mai se e&#39; vero o no), quindi l&#39;ho cercta e ho trovato questo:<br />
Pagine di diario (1945) di Elsa Morante (si ringrazia Luca Sossella)</p>
<p>	Nel 1998 usc&igrave; da Donzelli un libro di Alfonso Berardinelli per molti versi straordinario, si intitola &quot;Autoritratto italiano. Un dossier letterario 1945-1998&quot;. Il primo testo, dopo un&#39;introduzione di Berardinelli, &egrave; di Elsa Morante, eccone la parte conclusiva.<br />
[...] Perch&eacute; il popolo toller&ograve; o favor&igrave; e applaud&igrave; questi delitti? Una parte per vilt&agrave;, una parte per insensibilit&agrave; morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu cos&igrave; esigua che non mette conto di parlarne. Finch&eacute; Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel migliore dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).<br />
	Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano &egrave; cosiffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo &quot;tornaconto.<br />
	Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed &egrave; un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al pi&ugrave; il leader di un partito con un modesto seguito e l&#39;autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po&#39; ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.<br />
	In Italia, fu il Duce. Perch&eacute; &egrave; difficile trovare un migliore e pi&ugrave; completo esempio di Italiano.<br />
	Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso. Vanitoso. Bonario. Sensualit&agrave; facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondit&agrave;, se fa della beneficenza &egrave; per questo motivo, oltre che per vanit&agrave; e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma &egrave; snob, e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l&#39;amante pi&ugrave; valido, cos&igrave; Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma &egrave; soltanto sfruttata da lui che la abbandoner&agrave; quando non potr&agrave; pi&ugrave; servirsene, cos&igrave; Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le d&igrave;sprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanit&agrave;. Superficiale. D&agrave; pi&ugrave; valore alla mimica dei sentimenti, anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si conf&agrave; la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia, non gli importa nulla, ma si pu&ograve; commuovere a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie, sarebbe stato forse un Mecenate, per vanit&agrave;; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poich&eacute; costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com&#39;&egrave; nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ci&ograve; &egrave; in buona fede, almeno in parte; giacch&eacute;, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s&#39;immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13180" rel="nofollow">http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13180</a></p>
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