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	<title>rainwiz :. &#187; cinema</title>
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	<description>A storm of fluid thoughts</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 19:53:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Venezia 68 &#8211; resoconto</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2011/09/13/venezia-68-resoconto/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 18:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[addictions]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Edizione di fratellanza. Io, bro Mauro, cugino Albe e meme. Rientri: Michele Battaglia, Simona Tell e Matteo Marelli. Grandi lluvia de ideas. 28 film + Biennale arti visive in 5 giorni. Sono distrutto. Faccio un resoconto lapidario. Venezia 68: film in concorso: 8 e 1/2 &#34;Taojie,&#34; di Ann Hui 8+ &#8220;Faust,&#8221; di Alexander Sokurov 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Edizione di fratellanza.<br />
	Io, bro <a href="http://www.nontistavocercando.it/" target="_blank">Mauro</a>, cugino <a href="https://plus.google.com/103661735533325647140/posts" target="_blank">Albe</a> e meme.<br />
	Rientri: Michele Battaglia, Simona Tell e Matteo Marelli.</p>
<p>Grandi lluvia de ideas.</p>
<p>28 film + Biennale arti visive in 5 giorni.<br />
	Sono distrutto. Faccio un resoconto lapidario.</p>
<p><strong>Venezia 68: film in concorso</strong>:</p>
<ul>
<li>8 e 1/2 &quot;Taojie,&quot; di Ann Hui</li>
<li>8+ &ldquo;Faust,&rdquo; di Alexander Sokurov</li>
<li>7 e 1/2 &ldquo;<a href="http://www.loudvision.it/articoli-film-wuthering-heights--49297.html">Wuthering Heights</a>,&rdquo; di Andrea Arnold</li>
<li>7 e 1/2 &quot;Ren shan ren hai&quot; di Cai Shangjun</li>
<li>7+ &ldquo;Tinker, Tailor, Soldier, Spy,&rdquo; di Tomas Alfredson</li>
<li>7 &quot;Hahithalfut,&quot; di Eran Kolirn</li>
<li>7 &ldquo;Killer Joe,&rdquo; di William Friedkin</li>
<li>7 &ldquo;Dark Horse,&rdquo; di Todd Solondz</li>
<li>6 e 1/2 &ldquo;<a href="http://www.loudvision.it/cinema-film-l-ultimo-terrestre--1294.html">L&rsquo;ultimo terrestre</a>,&rdquo; di Gipi</li>
<li>6+ &quot;Duo Mingjin&quot; di Johnnie To</li>
<li>6 &ldquo;4:44 Last Day on Earth,&rdquo; di Abel Ferrara</li>
<li>5 e 1/2 &ldquo;Himizu,&rdquo; di Sion Sono</li>
<li>5 &quot;Texas Killing Fields&quot; di Ami Canaan Mann</li>
</ul>
<p><strong>Fuori concorso</strong>:</p>
<ul>
<li>6 e 1/2 &quot;Rabitto Horaa 3D,&quot; di Takashi Shimizu</li>
<li>5 &ldquo;Damsels in Distress&rdquo; di Whit Stillman</li>
</ul>
<p><strong>Orizzonti</strong>:</p>
<ul>
<li>9 &quot;Kotoko&quot; di Shinya TSUKAMOTO</li>
<li>8 &quot;Accidentes gloriosos&quot; &#8211; Mauro ANDRIZZI, Marcus LINDEEN</li>
<li>6 e 1/2 &quot;Jultak dongshi (Stateless Things)&quot; di KIM Kyungmook</li>
<li>6 &quot;Il silenzio di Pelesjan&quot; di Pietro MARCELLO</li>
<li>5 &quot;I&rsquo;m Carolyn Parker: the Good, the Mad and the Beautiful&quot; di Jonathan DEMME</li>
</ul>
<p><strong>Settimana Internazionale della critica</strong>:</p>
<ul>
<li>6 e 1/2 &quot;Totem&quot; di Jessica Krummacher (Germania)</li>
<li>6+ &quot;Terre outrag&eacute;e&quot; di Michale Boganim (Francia / Ucraina)</li>
<li>6 &quot;Louise Wimmer&quot; di Cyril Mennegun (Francia)</li>
<li>6 &quot;El lenguaje de los machetes&quot; di Kyzza Terrazas (Messico)</li>
<li>4 &quot;L&agrave;-bas&quot; di Guido Lombardi (Italia)</li>
</ul>
<p><strong>Giornate degli autori</strong>:</p>
<ul>
<li>7 Caf&eacute; de Flore di Jean-Marc Vall&eacute;e (Canada / Francia)</li>
<li>6- Habibi Rasak Kharban di Susan Youssef (Palestina / EmiratiArabi / Olanda)</li>
<li>5 Hiver Dernier di John Shank (Belgio / Francia)</li>
</ul>
<p>Rimpianti? Non essere riuscito a risolvere l&#39;eterno dilemma tra Britz Taylor e Bread Pitt!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inception, ovvero la summa di Nolan</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/10/01/inception-ovvero-la-summa-di-nolan/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 00:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[inception]]></category>
		<category><![CDATA[Nolan]]></category>

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		<description><![CDATA[Contesto: ho visto Inception (2010) di Cristopher Nolan Domenica all&#39;alba, mentre aspettavo l&#39;aereo che mi avrebbe riportato a Roma, fantasticavo su come potesse essere Inception. Cercavo di immaginare i personaggi, le storie, il taglio della regia di Nolan. &#200; da gennaio che seguo i blog che riportano gli spoiler sul film. E poi lo ammetto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="abstract"><strong>Contesto:</strong> ho visto <a href="http://www.imdb.com/title/tt1375666/" target="_blank" title="Scheda del film">Inception</a> (2010) di Cristopher Nolan</p>
<p>Domenica all&#39;alba, mentre aspettavo l&#39;aereo che mi avrebbe riportato a Roma, fantasticavo su come potesse essere <em><strong>Inception</strong></em>.<br />
	Cercavo di immaginare i personaggi, le storie, il taglio della regia di Nolan. &Egrave; da gennaio che seguo i blog che riportano gli <a href="http://www.bestmovie.it/news/inception-christopher-nolan-ci-svela-nuovi-retroscena-e-ci-parla-del-3d/38257/" target="_blank">spoiler</a> sul film. E poi lo ammetto: ammiro Nolan, anzi ho un debole per il suo cinema&#8230; anzi, sono uno di quei maledetti nerd/fan che commentano i suoi film, ci scrivono sopra e passano le serate a dibattere con gli amici su aspetti microscopici delle sequenze di <em><strong>The dark knight</strong></em> o sulle pause dei monologhi di <strong><em>Memento</em></strong>.</p>
<p>Tutta questa curiosit&agrave; carica di aspettative non farebbe bene a nessun film: partire cos&igrave; alti &egrave; &quot;quasi&quot; sempre un boomerang.<br />
	Quasi per&ograve;, perch&eacute; <strong>Inception</strong> non mi ha deluso affatto. Anzi. &Egrave; passata quasi una settimana e vi voglio spiegare perch&eacute; sono convinto che sia un gran film.</p>
<p><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-2584" height="279" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/10/inception2.jpg" title="Inception" width="535" /></p>
<p>&#8212; PS: Il seguito del post &egrave; pieno di SPOILER e altre considerazioni che rovinerebbero la prima visione del film.</p>
<p>	Partiamo dalla scintilla del film di Nolan, che &egrave; tanto semplice quando geniale: il <strong>sogno collettivo</strong>. Una delle attivit&agrave; che reputiamo pi&ugrave; individuali/personali come il sogno diventa cooperativa. Sognare quindi <strong>insieme</strong>, con tutte le implicazioni che si riflettono sui concetti di immaginario (non me ne voglia <a href="http://www.facebook.com/massimo.canevacci" target="_blank">Massimo</a> che ha sempre visto con diffidenza questa reificazione) e di inconscio collettivo (l&#39;innatismo Junghiano). Come tutte le attivit&agrave; in cui si collabora, non &egrave; semplice definire le frontiere del lavoro individuale: chi guida il sogno? chi entra in un sogno cosa porta di s&eacute; e come ne determina l&#39;evoluzione?<br />
	Di fronte a queste domande Nolan risponde a modo suo, aggiungendo un&#39;ulteriore traccia: il sogno collettivo &egrave; uno spazio comune dove acquisire o impiantare nuove idee. Prendere coscienza significa riorganizzare pensieri, ricombinarli in una forma nuova (il lavoro dell&#39;architetto). Decostruire e riassemblare il contesto (brainframe!?) &egrave; l&#39;euristica per indagare quello che siamo in profondit&agrave;, quello che teniamo nascosto nelle metafore della cassaforte o della stanza blindata. La strada maestra verso l&#39;<strong>inconscio</strong>, cio&egrave; quell&#39;insieme di pensieri, contenuti, attitudini, processi che non affiorano alla coscienza.</p>
<p>L&#39;inconscio &egrave; il luogo freudiano del rimosso, il pozzo (straordinaria metafora di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0178868/" target="_blank">ringu</a>) nel quale c&#39;&egrave; tutto quello di cui non siamo consapevoli ma che influenza la nostra visione del mondo. Nel primo modello freudiano di mente c&#39;&egrave; un ulteriore strato che negozia attraverso meccanismi di censura il passaggio bidirezionale di ricordi/emozioni/pensieri tra conscio e inconscio: il <strong>subconscio</strong> (&quot;preconscio&quot; per Freud). Questo limbo intermedio ospiterebbe (il condizionale &egrave; d&#39;obbligo) tutti i contenuti dell&#39;inconscio latente, cio&egrave; quelle entit&agrave; di cui non siamo consapevoli ma che, in un determinato momento, riescono a risalire autonomamente verso la coscienza: le madeleine di Proust. Ed &egrave; proprio il subconscio, in quanto cerniera verso la coscienza, che ci fa battere il cuore o scattare mentre sogniamo; con lo stesso meccanismo di <strong>presenza latente</strong> il subconscio mette costantemente in dubbio quello che ci circonda o effettua cortocircuiti tra situazioni come nel <strong>d&eacute;j&agrave; vu</strong>, in cui attraversiamo per un istante lo spazio che separa memoria e percezione del reale. </p>
<p>	Sognare non &egrave; quindi uscire da un mondo quanto <strong>passare in un altro</strong>. L&#39;attivit&agrave; del sogno &egrave; una <strong>soglia</strong> tra universi paralleli, che, come in un gioco di specchi (usato da Nolan stesso), riflette il reale da prospettive diverse che si richiamano senza assomigliarsi. La dimensione del sogno, attraverso Cobb, non &egrave; una tecnologia inscenata solo per prendere/offrire le idee ma un vero piano esistenziale parallelo: &egrave; l&#39;unico luogo vero, dove essere se stessi e vivere l&#39;amore, gli affetti e le emozioni. Non &egrave; una fuga dal reale, ma un reale di ordine superiore, quello in cui, nel susseguirsi delle inversioni di senso, ci &quot;svegliamo&quot; perch&eacute; prendiamo coscienza di quello che siamo. </p>
<p>	Tutto questo &egrave; il discorso che Inception prova ad affrontare in due ore e mezza.<br />
	Tutto mirabilmente compresso nel titolo, che rimanda alla prima scena e introduce il tema dell&#39;autopercezione: in-(per)ception.</p>
<p>	In questa settimana sul film &egrave; stato scritto di tutto. Tecnicamente &egrave; ineccepibile. Anche i detrattori ne hanno apprezzato la realizzazione. Ma una lettura formale verso una <strong>dittatura dell&#39;estetica</strong> (espressione di <em><a href="http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=18&amp;art=6250">Raffaele</a></em>) &egrave; assolutamente riduttiva. Come sbaglia clamorosamente chi dice che non c&#39;&egrave; il sogno: non c&#39;&egrave; quello che convenzionalmente reputiamo onirico, perch&eacute; c&#39;&egrave; un discorso diverso sul sogno, e se vogliamo, pi&ugrave; profondo.&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.nontistavocercando.it/2010/09/25/inception-recensione/">Mauro</a></em> ha definito il film come ipertrofico e faticoso, verboso con l&#39;ansia di mostrare troppo. Forse il terzo e il quarto rullo reggono sulle spalle troppe spiegazioni. Lo capisco, pu&ograve; non piacere, ma &egrave; uno stratagemma per prendere lo spettatore per mano attraverso il simulacro della giovane architetta. Tutto sommato, un peccato trascurabilissimo. Sono assolutamente d&#39;accordo con <em><a href="http://prontoallaresa.blogspot.com/2010/09/rece-inception.html">Roberto</a></em> quando dice che Nolan si porta a casa un film difficile e lo fa alla grande. Inception &egrave; il suo <strong>capolavoro</strong>, nel senso artigianale del termine: una prova d&#39;abilit&agrave; rappresentativa di tutta l&#39;opera di Nolan. Magari meno avanguardistico di altri, meno rigoroso, pi&ugrave; didascalico, ma in grado di riassumere tutto il suo cinema in un singolo frammento. Come ha sentenziato splendidamente <em>Alberto Gambato</em>, Inception &egrave; &quot;magnificamente superfluo, nel senso che non aggiunge nulla di davvero nuovo ai temi cari a Nolan.&quot;</p>
<p>Per rendersene conto basta vedere l&#39;ultima scena di Memento:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/e8KMEceR2xc" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Sempre Alberto, chattando, m&#39;ha regalato questa gemma: &quot;Nolan ha un&#39;idea di mondo che ormai supera l&#39;idea di cinema. Costruisce mondi, ormai, e sono mondi tremendamente abitabili mano a mano che il progresso tecnologico del pianeta e dell&#39;uomo aumenta. Ecco il senso della citazione smaccata di 2001 odissea nello spazio&quot;.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/c1IPrx-zC1Y" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>P.S. Chi si chiede perch&eacute; il film taglia nel finale sulla trottola che gira ancora, non ha davvero capito&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Voti dell 67ma Mostra del Cinema di Venezia</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/09/13/67ma-mostra-del-cinema-di-venezia/</link>
		<comments>http://www.rainwiz.com/2010/09/13/67ma-mostra-del-cinema-di-venezia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 67]]></category>

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		<description><![CDATA[Salto il resoconto del viaggio rocambolesco verso Venezia, che ho condiviso con lui e che si stava trasformando in un&#39;agonia perch&#233; non sarei mai arrivato in tempo al Lido, se non fosse stato per lui. BTW vado dritto al sodo perch&#233; Venezia a Roma inizia oggi e tante persone mi chiedono che cosa merita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salto il resoconto del viaggio rocambolesco verso Venezia, che ho condiviso con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jasmin_Repe%C5%A1a" target="_blank">lui</a> e che si stava trasformando in un&#39;agonia perch&eacute; non sarei mai arrivato in tempo al Lido, se non fosse stato per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianmarco_Tognazzi" target="_blank">lui</a>. BTW vado dritto al sodo perch&eacute; <a href="http://www.agisanec.lazio.it/public/upload/09092010161955.pdf">Venezia a Roma</a> inizia oggi e tante persone mi chiedono che cosa merita di essere visto.</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/09/4948066152_ef245d0be0.jpg"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-2096" height="324" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/09/4948066152_ef245d0be0.jpg" title="4948066152_ef245d0be0" width="454" /></a></p>
<p><strong>Venezia 67</strong> (in concorso)</p>
<ul>
<li><strong>7+</strong> <strong>THE DITCH</strong> di Wang Bing: secco, crudele, logorante. Forse un po&#39; troppo compiaciuto della sofferenza.</li>
<li><strong>6&frac12; SOMEWHERE</strong> di Sofia Coppola: un film rarefatto molto in linea con la filmografia della regista impegnata a mostrare il solco tra falsit&agrave; dello showbiz e realt&agrave; dei rapporti umani. Primi 10 minuti perfetti, ma per vincere il leone d&#39;oro ci vorrebbe ben altro&#8230;</li>
<li><strong>5</strong> <strong>LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI</strong> di Saverio Costanzo: smarrito, senza collante. Uno spazio dove un&#39;ottima fotografia, le musiche di Mike Patton e la regia di Costanzo sembrano ignorarsi e mai fondersi con il racconto. Un&#39;occasione persa, ma i fischi sono ingiustificati.</li>
<li><strong>6</strong>+ <strong>PROMISES WRITTEN IN WATER</strong> di Vincent Gallo: il cinema di Gallo ai minimi termini. Brillante e irritante. Creativo e narciso. Prendere o lasciare? Io prendo solo ci&ograve; che c&#39;&egrave; di buono&#8230;</li>
<li><strong>6</strong> <strong>ROAD TO NOWHERE</strong> di Monte Hellmann: quando ai festival va in scena il metacinema sono tutti felici, ma il film di Hellmann ha dei bulloni lenti e si sfalda con l&#39;incedere.</li>
<li><strong>6&frac12;</strong> <strong>BALADA TRISTE DE TROMPETA</strong> di Alex De La Iglesia: pi&ugrave; che &quot;barocco&quot; (definizione dei miei colleghi) direi bulimico. Circo, commedia, franchismo, scene di battaglia, postmoderno, nonsense, dark: tutto viene tritato e rivomitato. Da vedere ma i 10 minuti di applausi e i premi che ha vinto sono davvero troppo.</li>
<li><strong>7+</strong> <strong>VENUS NOIRE</strong> di Abdellatiff Kechiche: una summa poco sintetica del cinema di Kechiche. Il femminino, il diverso, il corpo della donna. Un finale straordinario.</li>
<li><strong>8</strong> <strong>POST MORTEM</strong> di Pablo Larrain: il mio leone d&#39;oro. Un film che avrebbe potuto girare Sorrentino tra le secche umane del Cile durante il golpe. Il volto violento e incontrollabile dell&#39;amore come ancora di salvezza.</li>
<li><strong>4</strong> <strong>NOI CREDEVAMO</strong> di Mario Martone: l&#39;imperfetto dovrebbe fare da deterrente. Tutto quello che un film storico pu&ograve; sbagliare per trasformarsi nella puntata n di Elisa di Rivombrosa. Rivoltante.</li>
<li><strong>7<strong>&frac12;</strong></strong> <strong>J&Ucirc;SAN-NIN NO SHIKAKU (13 ASSASSINS)</strong> di Takashi Miike: il manuale del remake perfetto misto al wuxia ideale. Una scena di battaglia che dura 50 minuti. Indimenticabile.</li>
<li><strong>7+</strong> <strong>MEEK&#39;S CUTOFF</strong> di Kelly Reichardt: alle radici del western, spogliando il genere dai coriandoli che lo hanno contraddistinto (personaggi ironici, duelli, cavalli, stellette, spari) per arrivare al cuore del mito della frontiera: un lungo e faticoso procedere verso l&#39;ovest.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>ESSENTIAL KILLING</strong> di Jerzy Skolimowski: l&#39;omicidio come gesto di sopravvivenza. Un grande ritorno per Skolimowski che per&ograve; dosa male le forze tra la prima parte del film (splendida) e la seconda ora molto al di sotto della precedente.</li>
<li><strong>5-</strong> <strong>ATTENBERG</strong> di Athina Rachel Tsangari: l&#39;idea di mettere al centro sia il rapporto tra corpi (vitale e morente) che quello tra affetto (una tensione) e sesso (distaccato e non passionale) &egrave; interessante. Peccato che la messa in scena di questo intreccio di personaggi sia cerebrale nel senso peggiore del termine. Direi, anzi, festivaliero, come biasimo di disapprovazione.</li>
</ul>
<p><strong>Fuori concorso<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>7+</strong> <strong>THE TOWN</strong> di Ben Affleck: un love&amp;action che ha il pregio di raccontare i luoghi oltre ai personaggi. Situato.</li>
<li><strong>7&frac12;</strong> <strong>I&#39;M STILL HERE</strong> di Casey Affleck: il doc-mockumentary su Joaquin Phoneix &egrave; un racconto eccezionale di personaggi e contesto hollywoodiano. Non &egrave; importante quanto sia autentico.</li>
<li><strong>4+</strong> <strong>DANTE FERRETTI &#8211; PRODUCTION DESIGNER</strong> di Gianfranco Giagni: celebrativo, superficiale. Dante Ferretti &egrave; un genio, ma forse noi lo sapevamo gi&agrave;? Salvato dalle interviste a Scorsese.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>DAI NOSTRI INVIATI &#8211; LA RAI RACCONTA LA MOSTRA DEL CINEMA 1954-1967</strong> di Giuseppe Giannotti ed Enrico Salvatori: il sapore dei prime cinegiornali che raccontano la mostra. Essenziale, ma quando hai delle gemme uniche in mano la lavorazione passa in secondo piano.</li>
<li><strong>5-</strong> <strong>THAT GIRL IN YELLOW BOOTS</strong> di Anurag Kashyap: l&#39;india vista sempre dalla prospettiva poorporn con dei personaggi assolutamente piatti.</li>
<li><strong>6&frac12;</strong> <strong>ZEBRAMAN (2004)</strong> di Takashi Miike: le serie superhero di fine anni &#39;70 in Giappone hanno davvero influenzato l&#39;immaginario nerd. Un cult.</li>
<li><strong>4</strong> <strong>ZEBRAMAN: ZEBRA CITY NO GYAKUSHU (ZEBRAMAN 2: ATTACK ON ZEBRA CITY)</strong> di Takashi Miike: il manuale perfetto di come fare un ricco sequel a un film cult sputtanandolo irrimediabilmente.</li>
<li><strong>4+</strong> <strong>ALL INCLUSIVE 3D</strong> di Nadia Ranocchi e David Zamagni: un 3d sottoappaltato a Mumbai e fatto di fretta. Io stimo Zapruder, ma la bellezza dell&#39;audio del film &egrave; inversamente proporzionale alla resa visiva. Mauro Uzzeo sarebbe svenuto al 10 minuto.</li>
<li><strong>6+</strong> <strong>RAAVANAN [VERSIONE TAMIL]</strong> di Mani Ratnam: Bollywood tirato a lucido e postproduzione eccezionale. Stavolta sono svenuto io alla 6a canzone sull&#39;amore di Aishwarya Rai, ma &egrave; un mio limite, lo ammetto.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>PREŽ&Iacute;T SVUJ ŽIVOT (SURVIVING LIFE)</strong> di Jan &Scaron;vankmajer: ironico, visionario e inquietante. Ecco riaperto il dibattito su che cosa sia videoarte e cosa sia cinema.</li>
</ul>
<p><strong>Orizzonti<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>6&frac12; THE AGENT</strong> di Vincent Gallo: prequel di promises written in water.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>CARACREMADA</strong> di Llu&igrave;s Galter: la resistenza nel dettaglio.</li>
<li><strong>5</strong> <strong>PER QUESTI STRETTI MORIRE (CARTOGRAFIA DI UNA PASSIONE)</strong> di Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri: un biopic fantasma con inserti molto discutibili.</li>
<li><strong>6&frac12; MOUSE PALACE</strong> di Harald Hund e Paul Horn: vorticoso.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>CHI DI (RED EARTH)</strong> di Clara Law: il senso della madre terra.</li>
<li><strong>4+</strong> <strong>NEWS FROM NOWHERE</strong> di Paul Morrissey: certi periodi sono finiti. Per sempre.</li>
<li><strong>7-</strong> <strong>PAIN&Eacute;IS DE S&Atilde;O VICENTE DE FORA, VIS&Atilde;O PO&Eacute;TICA</strong> di Manoel De Oliveira: La composizione pittorica, ma perch&eacute; quel movimento di camera?</li>
<li><strong>7&frac12; MAN IN A ROOM</strong> di Rafael Palacio Illingworth: Der perfekte Mensch.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>EL SICARIO ROOM 164</strong> di Gianfranco Rosi: continua a dilatare i bordi del documentario.</li>
</ul>
<p><strong>Controcampo italiano<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>5</strong> <strong>20 SIGARETTE</strong> di Aureliano Amadei: la guerra &egrave; una presenza a latere. Superficiale &egrave; dir poco.</li>
<li><strong>5-</strong> <strong>COME UN SOFFIO</strong> di Michela Cescon: non bastano accuratezza registica e un buon cast se l&#39;intento &egrave; raccontare.</li>
<li><strong>4</strong> <strong>SPOSERO&#39; NICHI VENDOLA</strong> di Andrea Costantitno: gli stilemi della commedia chiamati in causa per confezionare un abbozzo di spot.</li>
<li><strong>4</strong> <strong>MA CHE STORIA</strong> di Gianfranco Pannone: il risorgimento merita ben altro rispetto all&#39;esclamazione di sorpresa dei gggiovani.</li>
<li><strong>6+</strong> <strong>FLAIANO: IL MEGLIO &Egrave; PASSATO</strong> di Giancarlo Rolandi e Steve della Casa: il documentario pi&ugrave; classico visto a Venezia. Solo che sentir parlare di Flaiano con amore &egrave; sempre piacevole.</li>
</ul>
<p><strong>La situazione comica<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>6&frac12; L&#39;ONORATA SOCIET&Agrave;</strong> (1961) di Riccardo Pazzaglia: il primo film di Franco e Ciccio e la mafia che arriva a Roma a cavallo. Immaginario puro.</li>
</ul>
<p><strong>Settimana Internazionale della critica<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>8</strong> <strong>BEYOND</strong> di Pernilla August: una storia gi&agrave; raccontata, ma raccontata decisamente meglio. Un lavoro sugli attori straordinario.</li>
<li><strong>5-</strong> <strong>HAI PAURA DEL BUIO</strong> di Massimo Coppola: ci vuole esperienza per fare un film cos&igrave; e renderlo credibile. A Coppola viene male, soprattutto la scelta delle scene e dei tempi del racconto.</li>
</ul>
<p><strong>Giornate degli autori<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>6&frac12;</strong> <strong>ET IN TERRA PAX</strong> di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini: un esordio timido che sa farsi apprezzare.</li>
<li><strong>7</strong> <strong>L&#39;AMORE BUIO</strong> di Antonio Capuano: vivere l&#39;adolescenza come/dentro una prigione.</li>
<li><strong>5</strong> <strong>CIRKUS COLUMBIA</strong> di Danis Tanovic: un filmetto godibile, ma da Tanovic che parla di Bosnia mi aspetto altro.</li>
</ul>
<p><strong>Altri voti<br />
	</strong></p>
<ul>
<li><strong>9</strong> alla fedelt&agrave; della denominazione: Mostra Internazionale d&#39;Arte Cinematografica e non Film Festival, per ribadire che a Venezia non ci sono solo film.</li>
<li><strong>8</strong> a Marco Mueller, che ha ricamato un gran programma resistendo alle pressioni finto-pro-abruzzesi per &quot;The American&quot;. Con Malick sarebbe stato da 9. Con Malick e Fincher da 10.</li>
<li><strong>2</strong> al nuovo Palazzo del Cinema. Da una anno e mezzo, solo una buca.</li>
<li><strong>4</strong> alle feste di presentazione dei film. So&#39; finiti i bei tempi&#8230;</li>
<li><strong>7</strong> all&#39;organizzazione dell&#39;ufficio accrediti stampa e al casellario on line (era ora&#8230;)</li>
<li><strong>8</strong> al Miramare, sempre con affetto.</li>
<li><strong>8</strong> alle scoperte: Daniele De Angelis e Andrea Falconi. s.v. alle conferme: Raffaele Meale, Lorenzo Leone e Enrico Azzano.</li>
<li><strong>9</strong> ad Albe che, come lo scotch, ad ogni rintocco dell&#39;et&agrave; diventa pi&ugrave; corposo.</li>
</ul>
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		<title>Infografica marketing</title>
		<link>http://www.rainwiz.com/2010/07/26/infografica-marketing/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[information architecture]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
		<category><![CDATA[Nolan]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo un post dell&#39;amico Davide Bennato. La campagna pubblicitaria di Inception, il prossimo film di Nolan, &#232; stata declinata anche come infografica. Un nuovo spunto per il mio lavoro sull&#39;electonic press kit. Trailer: Infografica:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo un <a href="http://www.tecnoetica.it/2010/07/23/linfografica-e-sogno-o-il-sogno-aiuta-a-fare-migliori-infografiche/">post</a> dell&#39;amico <a href="http://www.tecnoetica.it/davide-bennato/">Davide Bennato</a>.</p>
<p>La campagna pubblicitaria di Inception, il prossimo film di Nolan, &egrave; stata declinata anche come infografica.<br />
	Un nuovo spunto per il mio lavoro sull&#39;<a href="http://www.rainwiz.com/tesi/EPK_revenge_ita_[HQ].pdf">electonic press kit</a>.</p>
<p>Trailer:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/V6wdTt0z8bE" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Infografica:</p>
<p><a href="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/07/2010_07_23_inception_tree.jpg"><img alt="Infografica Inception" class="alignnone size-medium wp-image-1369" height="300" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2010/07/2010_07_23_inception_tree-212x300.jpg" title="2010_07_23_inception_tree" width="212" /></a></p>
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		<title>Richard Gale</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Do you know Richard Gale? He&#39;s great, creative and unconventional filmaker. I love his trailerized movies! Take a look! The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon Criticized]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Do you know <a href="http://www.richard-gale.com/index1.html" target="_blank">Richard Gale</a>?</p>
<p>He&#39;s great, creative and unconventional filmaker.<br />
	I love his trailerized movies!</p>
<p>Take a look!</p>
<p><strong>The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon</strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/9VDvgL58h_Y" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p><strong>Criticized<br />
	</strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/AOby9s5c61M" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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