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	<title>rainwiz :. &#187; books</title>
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	<description>A storm of fluid thoughts</description>
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		<title>La rivincita di Capablanca</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 00:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fabio Stassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Jos&#233; Raul Capablanca &#232; stato lo scacchista cubano pi&#249; grande di tutti i tempi. Per Boris Spassky, un campione degli anni &#8217;70, l&#8217;aggettivo cubano &#232; fuorviante e va tolto, perch&#233; &#34;Capa&#34; &#232; stato semplicemente lo scacchista pi&#249; grande di tutti i tempi. Io non concordo perch&#233; adoro negli scacchi un gioco pi&#249; aggressivo, fatto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="289" height="399" align="left" style="margin-right: 5px;" src="http://www.rainwiz.com/wp-content/uploads/2009/09/34stassi2G.jpg" alt="La rivincita di Capablanca" title="La rivincita di Capablanca" class="alignnone size-full wp-image-361" /><strong>Jos&eacute; Raul Capablanca</strong> &egrave; stato lo scacchista cubano pi&ugrave; grande di tutti i tempi.<br />
Per Boris Spassky, un campione degli anni &#8217;70, l&#8217;aggettivo cubano &egrave; fuorviante e va tolto, perch&eacute; &quot;Capa&quot; &egrave; stato semplicemente lo scacchista pi&ugrave; grande di tutti i tempi.</p>
<p>Io non concordo perch&eacute; adoro negli scacchi un gioco pi&ugrave; aggressivo, fatto di attacchi vigorosi che non danno tregua all&#8217;avversario. Un modo di giocare per cui oggi abbiamo forse un aggettivo: zemaniano. Aggettivo imperfetto, che per&ograve; rende l&#8217;idea ad un pubblico pi&ugrave; vasto.<br />
Di contro Capablanca, soprattutto nella seconda parte della sua vita, &egrave; stato l&#8217;emblema degli scacchi puliti, tirati a lucido, di un gioco semplice quanto razionale, senza sbavature, senza sturm n&eacute; drang: una sorta di neoplasticismo scacchistico (forse sto esagerando con le analogie&#8230;).</p>
<p>Le sue partite pi&ugrave; memorabili sono infatti quelle di giovent&ugrave;, con Bernstein nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capablanca_-_Bernstein,_San_Sebasti%C3%A1n,_1911">1911</a> e la <a href="http://www.chessgames.com/perl/chess.pl?tid=54111">serie</a> con Lasker nel 1921, valevole per il titolo mondiale.</p>
<p>Perch&eacute; allora Stassi scrive un libro su di lui?<br />
Gesualdo Bufalino sugli scacchi ha detto: &quot;non sono semplicemente un gioco. Sono guerra, teatro e morte. Cio&egrave;, tutt&#8217;intera, la vita&quot;. Stassi decide di raccontare scacchi e vita insieme, prendendo in prestito la mirabile biografia Capablanca: enfant prodige emigrato da cuba a NY, giovane giocatore brillante, campione del mondo, pensatore sentimentale e seduttore dai modi regali.</p>
<p>Nelle 64 caselle (capitoletti da treno) del libro c&#8217;&egrave; tanto amore per il personaggio principale, amore per gli scacchi e qualcosa di magico come una scrittura semplice che sa parlare in maniera diretta di cose davvero poco semplificabili: la vita, il destino, la rivalit&agrave;, la passione, la solitudine, la malinconia, la speranza. Una scrittura brillante e pulita proprio come il gioco di Capablanca. Qualcosa per cui vale la pena parlare di letteratura. Si, letteratura.</p>
<p>Finalmente dopo tempo torno a leggere qualcosa scritto da un autore contemporaneo per il quale non ho paura ad usare questo parolone: letteratura.</p>
<p><em>Cosa sogna un pedone?, gli aveva chiesto il russo, e allora era parsa a entrambi una questione divertente. Adesso, a tanti anni di distanza, la faccenda gli suonava pi&ugrave; misteriosa, e ostile. E per poco, in questa camera arredata con umilt&agrave;, ebbe l&rsquo;impressione di aver capito. Cambiare natura. Raggiungere l&rsquo;ottava traversa. Non rassegnarsi all&rsquo;infelicit&agrave; del proprio stato. La chiave di tutto era nell&rsquo;ansia di una metamorfosi, nel sogno dei pedoni di diventare regine.</em> (Fabio Stassi)</p>
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		<title>L&#8217;inganno di J.T.Leroy</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 05:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[books]]></category>
		<category><![CDATA[J T Leroy]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;acquisto &#232; uno dei comportamenti pi&#249; studiati. M&#8217;immagino che freschi laureati di economia o giovani stagisti comunicatori stiano lavorando in delle stanze anguste con luci al neon, passando al vaglio milioni di record con i dati delle vendite cercando una legge, un principio, un postulato che spieghi in base a quali variabili le persone scelgono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;acquisto &egrave; uno dei comportamenti pi&ugrave; studiati.<br />
M&#8217;immagino che freschi laureati di economia o giovani stagisti comunicatori stiano lavorando in delle stanze anguste con luci al neon, passando al vaglio milioni di record con i dati delle vendite cercando una legge, un principio, un postulato che spieghi in base a quali variabili le persone scelgono A e non B.</p>
<p>In questo universo fragile e nonsense che &egrave; la decisione d&#8217;acquisto, il libro &egrave; un prodotto dalle dinamiche ancora pi&ugrave; sfuggenti. Le <a href="http://books.google.com/books?id=fyDXsWuBjhgC&amp;dq=%22Come+leggo,+come+compro%22&amp;printsec=frontcover&amp;source=bl&amp;ots=8szJRtrsXm&amp;sig=XPX91EfgJDcfv2M4rYzmBwQ48Hk&amp;hl=it&amp;ei=azCkSvexCJegngOB9OnlDw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1#v=onepage&amp;q=&amp;f=false">ricerche di mercato</a> dell&#8217;<a href="http://www.aie.it/">AIE</a>, anche se un po&#8217; datate, ce lo confermano: la met&agrave; delle decisioni d&#8217;acquisto di libri non &egrave; premeditata e la scelta viene maturata direttamente il libreria.</p>
<p>Probabilmente &egrave; per questo che a casa mia da 4 anni girava una copia di &quot;Ingannevole &egrave; il cuore pi&ugrave; di ogni cosa&quot;, prezzata 6,25 &euro;. Quella copia, invenduta e messa al piano interrato dei remainders 50%, deve aver incontrato il mio sguardo incuriosito in una delle tante pause pranzo da Mel Bookstore, mentre lavoravo in BCC Web a Via Torino.</p>
<p>Di nuovo senza alcun motivo, due settimane fa ho deciso di leggerlo, completamente all&#8217;oscuro rispetto allo scoop/scandalo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J.T._Leroy">J.T. Leroy</a>:&nbsp;seducente come apoteosi dell&#8217;inganno sentimentale almeno quanto raggelante, se si pensa alla sua finalit&agrave; esclusivamente commerciale.</p>
<p>In realt&agrave; non m&#8217;interessa parlare del caso Laura Albert, quanto parlare del libro.<br />
A dispetto di una impalcatura ampiamente gi&agrave; vista (il bambino strappato alla buona famiglia adottiva e ridato alla mamma naturale che si dimostra irresponsabile/inadatta a prendersi cura di lui), di alcuni personaggi troppo monolitici (il nonno potente quanto fanatico cattolico e i vari uomini improbabili che la donna cambia), il libro ha una forza per alcune scelte narrative, soprattutto di location: stazioni di servizio, parcheggi, roulotte, drugstore&#8230; Quella perifamerica con insegne &quot;Texaco&quot; dai colori molto contrastati che fa anch&#8217;essa gi&agrave; parte dell&#8217;immaginario collettivo, vuota e silenziosa come nelle foto di Joel Meyerowitz.</p>
<p>Pur salvando questo aspetto il libro non mi ha convinto, anzi, mi ha lasciato la sensazione come di un&#8217;occasione persa. Come se in nuce ci fosse qualcosa che le parole non sono riuscite a raccontare. Qualcosa che mi sarebbe piaciuto fosse stato filtrato dalla sensibilit&agrave; di Larry Clark. </p>
<p>P.S. &quot;All your O are belong to us&quot;</p>
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		<title>&#8220;Il profumo&#8221; di Süskind</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 11:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[books]]></category>
		<category><![CDATA[Suskind]]></category>

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		<description><![CDATA[Come scegliamo i libri da leggere? Spesso non lo facciamo, anzi, veniamo scelti. Allora capita che una serata di agosto mentre passeggi con degli amici per Lecce vedi la vetrina di una libreria aperta. Entri, rovisti ed esci apparentemente senza acquisti, ma vieni gabbato da Mauro che ti mette sotto il naso un libro dicendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come scegliamo i libri da leggere? Spesso non lo facciamo, anzi, veniamo scelti.<br />
Allora capita che una serata di agosto mentre passeggi con degli amici per Lecce vedi la vetrina di una libreria aperta. Entri, rovisti ed esci apparentemente senza acquisti, ma vieni gabbato da Mauro che ti mette sotto il naso un libro dicendo &quot;L&#8217;ho comprato per regalartelo. Devi assolutamente leggerlo&quot;. (Menomale che non ha detto una delle sue frasi solite, tipo &quot;&Egrave; il punto di arrivo massimo raggiunto dall scrittura&quot; o &quot;&Egrave; il capolavoro della letteratura dal Duecento ad oggi&quot;&#8230;)</p>
<p>Ringrazio Mauro e faccio la conoscenza de &quot;Il profumo&quot;, romanzo del 1985 di Patrick S&uuml;skind (che, da pessimo lettore di cronache editoriali, ignoravo in toto). Per qualche settimana gravita in buona compagnia sullo scaffale &quot;Da leggere prossimamente&quot; della libreria di casa. Arriva il suo momento, e l&#8217;inizio &egrave; sorprendente:</p>
<p>&quot;Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure pi&ugrave; geniali e scellerate di quell&#8217;epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sar&agrave; raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenuille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouch&eacute;, Bonaparte ecc., oggi &egrave; caduto nell&#8217;oblio non &egrave; certo perch&eacute; Grenuille stesse indietro a questi pi&ugrave; noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralit&agrave;, empiet&agrave; insomma, bens&igrave; perch&eacute; il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio della storia che non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.&quot;</p>
<p>Un incipit davvero irresistibile (riportato anche in 4a di copertina) che lascia presagire gemme e altre meraviglie. Ma questa forza non &egrave; espressa in tutto il romanzo, anzi, spesso viene trascurata a scapito della volont&agrave; di narrare un percorso delineato, cio&egrave; di orchestrare un racconto in cui lo scrittore non vive in maniera intima le passioni dei personaggi.</p>
<p>Mi viene da pensare: come avrebbe reso Dostoevskij il male involontario di Grenouille? Come avrebbe raccontato Joyce i sette anni (stracompressi) nella pancia della montagna? Che affresco di Parigi o di Grasse ci avrebbe dato Balz&agrave;c?</p>
<p>Allora vuol dire che qualcosa non torna e, pur riconoscendo a S&uuml;skind l&#8217;abilit&agrave; di scrivere dei bei passi e la capacit&agrave; di ingegnare una bella storia, chiudo il libro facendo un grande respiro e penso che non lo rilegger&ograve;.</p>
<p>Postilla: S&uuml;skind riesce spesso (non sempre) a rendere con le parole &quot;l&#8217;odore&quot; dei profumi complessi e immaginari maneggiati da Grenouille, e questo gli va riconosciuto perch&eacute; &egrave; un piccolo miracolo.</p>
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		<title>Asakusa Kid [Takeshi Kitano]</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 21:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[kitano]]></category>

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		<description><![CDATA[Kitano racconta il percorso pi&#249; difficile: quello che un uomo compie alla ricerca di se stesso. Racconta il SUO percorso. Fatto di incertezze, incontri, epiphany, maestri, duro lavoro, casualit&#224;. Il racconto alterna descrizioni di enormi sacrifici all&#8217;umorismo improvviso. Il tutto visto dalla prospettiva del regista di successo di oggi, che con nostalgia e candore parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kitano racconta il percorso pi&ugrave; difficile: quello che un uomo compie alla ricerca di se stesso.<br />
Racconta il SUO percorso. Fatto di incertezze, incontri, epiphany, maestri, duro lavoro, casualit&agrave;.</p>
<p>Il racconto alterna descrizioni di enormi sacrifici all&#8217;umorismo improvviso. Il tutto visto dalla prospettiva del regista di successo di oggi, che con nostalgia e candore parla di quelli che sono stati i suoi inizi.</p>
<p>Ho chiuso il libro ma la mia mente passeggia ancora tra le strade di asakusa.</p>
<p>Grazie a Gamba che, con pazienza, mi consiglia ancora delle letture&#8230;</p>
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		<title>The rules of attraction (1987)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2007 07:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rainwiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[books]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract: Le regole dell&#8217;attrazione, un libro di Bret Easton Ellis (1987) Einaudi 2004, trad. it. Francesco Durante Quello che mi catturò dello stile di Bret Easton Ellis, quando lessi American Psycho, fu uno stile totalmente distaccato, come dire, gelido. Sembra che lui veda scorrere davanti agli occhi questi personaggi e non provasse nulla per loro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="abstract"><strong>Abstract</strong>: <em>Le regole dell&#8217;attrazione</em>, un libro di Bret Easton Ellis (1987)<br />
Einaudi 2004, trad. it. Francesco Durante</p>
<p>Quello che mi catturò dello stile di Bret Easton Ellis, quando lessi <em>American Psycho</em>, fu uno stile totalmente distaccato, come dire, gelido. Sembra che lui veda scorrere davanti agli occhi questi personaggi e non provasse nulla per loro, né simpatia, né compassione, né rancore. Nulla.</p>
<p>Le regole dell&#8217;attrazione è il suo secondo romanzo. Da molti considerato uno scritto interlocutorio, tra l&#8217;esordio fortunato e il capolavoro della maturità, sulle prime sorprende per la scelta narrativa: flow dei personaggi che raccontano in brevi flash il loro punto di vista su alcune situazioni.<br />
La storia gira attorno a tre studenti dell&#8217;università di Camden, New Hampshire (luogo di fantasia) che si lasciano vivere in uno stato di apatia e cinismo in cui anche il sesso o le droghe non sono che uno degli elementi di una quotidianità senza speranze.</p>
<p>La scrittura di Ellis in questo testo è più incerta rispetto ad <em>American Psycho</em>. S&#8217;intravedono comunque quegli elementi (digressione descrittiva, ellissi, dialogo interiore) che faranno la fortuna del romanzo successivo. Piccola notazione: nel libro compare per la prima volta Patrick Bateman, il protagonista di <em>American Psycho</em>, nelle vesti di fratello di Sean Beatman a sua volta protagonista delle regole dell&#8217;attrazione. Il gioco del &#8220;Beat man&#8221; si fa ancora più evidente: beat in senso letterale, come sconfitta&#8230;</p>
<p>Più in là leggerò anche <em>Less than Zero</em>,  ma non ora. Ellis lascia dei vuoti. Ora voglio farli decantare con una scrittura fragile.</p>
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