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Day 10. Efrat

by rainwiz. Average Reading Time: about 2 minutes.

Ieri sera Mahmoud ci ha annunciato che oggi saremmo andati ad aiutare dei contadini vicino ad Efrat. Sguardo fermo e tono della voce un po' serio. Efrat è una colonia stretta e lunga situata a sud ovest di Betlemme. È una di quelle con un tasso di espansione più alto di tutta la west bank.

Il piano di espansione di Efrat verso est non è nemmeno troppo celato: creare un'interruzione a sud di Betlemme ricucendo le colonie già presenti fino al mar morto. Efrat quindi ingloberà Tekoa e si spingerà fino a Nokim, famosa perché residenza del ultra nazionalista Avigor Lieberman, ministro degli Esteri di Israele e referente politico degli ashkenazi. Non voglio spendere nessuna parola per questo personaggio tanto squallido quanto potente, vi basti wikiquote

Arriviamo alle 9.00 in un podere molto piccolo. Saranno 10 alberi, tutti però molto carichi di olive. Il campo è adiacente alla junction road e la famiglia che lo possiede è piccola: marito, moglie, tre figli adolescenti e una signora ultra ottantenne che mi ricorda nonna Seppa e che deve averne viste davvero tante perché aveva 18 anni nel '48. Siamo inondati dai loro sorrisi: ti accorgi che sono gente semplice e che non sono dei grandi agricoltori perché i teli sotto agli alberi sono dei vecchi panni cuciti un po' alla rinfusa e i sacchi per la raccolta sono quasi tutti bucati.

Raccogliamo olive nere piccole ma pastosissime tutta la mattina. Il padre parla pochissimo inglese e molto bene l'ebraico perché ha lavorato in Israele per anni prima che gli togliessero il permesso di lavoro. I due figli di 10 e 15 anni mi ronzano intorno perché avevo cominciato a giocare con loro boxando per scherzo. Le donne stanno in disparte, parlano per lo più con le ragazze del gruppo. La signora anziana, la vera proprietaria del campo, è spettacolare: cazzia tutti in arabo quando stanno calpestando delle olive, come se si potessero raccogliere quelle dentro all'albero senza camminare sui teli. Misteri, ma nessuno osa contraddirla.

Alle 12.00 ci invitano ad un pranzo con loro sulla terra rossa al riparo degli ulivi. Un the fatto sul fuoco acceso usando dei rami secchi, riso, pollo e yoghurt. Oggi Max si supera e vince alla distanza il duello "gran buffe" con Simone.

Mentre stiamo facendo l'ultimo albero lo sguardo dell'uomo si posa sul mio berretto da baseball made in Porto Torres per il boxing tour di Gavino Mura. Due parole mi bastano per capire che gli piace. Per me è già suo. Fa un po' di moine, ma accetta e mi ringrazia. Credo che anche Gavino sarà contento di avere un fan così speciale.